Riemergo da una settimana di lavoro molto interessante ma intensa, che mi ha tenuto lontano dal blog oltre che da un sacco di altre cose belle della vita.
Oggi sono a Milano al MicroCamp. Ci si vede!

It's more complicated than that!
Riemergo da una settimana di lavoro molto interessante ma intensa, che mi ha tenuto lontano dal blog oltre che da un sacco di altre cose belle della vita.
Oggi sono a Milano al MicroCamp. Ci si vede!
Quest’anno partecipo come fellow al progetto BlogLab.
Antonio e Stefano, dimostrando una perfidia di cui non li credevo capaci, mi hanno assegnato al neonato blog WeLoveBranding, tenuto da Veronica e Maria Laura, studentesse toscane trapiantate a Roma al corso di Comunicazione d’Impresa.
La perfidia è ovviamente nei confronti delle due sventurate, che si trovano ad essere seguite da uno che ha più volte argomentato (ad esempio qui e qui) l’estrema difficoltà di sostenere una conversazione significativa con un segno di accento sopra una scatola di scarpe.
E’ probabile che tra noi ci siano forti divergenze di opinione, che andrebbero però verificate: finché non ne discutiamo, non si può dire. Questo però non ci impedirà, sono sicuro, di collaborare per una buona riuscita dell’esperimento. E i loro primi due post mi sono sembrati interessanti e non banali (bloglabbers, continuate così).
E in chiusura, domanda:
Come sai, non seguo molti blog dedicati alle marche e ai brand in generale. Se hai qualche buon indirizzo da raccomandarmi, me lo metti per favore nei commenti? Devo farmi rapidamente una cultura in merito.
Grazie per la collaborazione.
Andrea mi manda la prova che davvero ha messo il santino come sfondo nelle aule. Adesso non resta che invitarlo davvero alla GGD.
Se mi leggi dal feed non te ne sarai accorto, ma ho aggiornato la mia foto sul blog, in alto a sinistra.
Ho messo il santino che mi ha gentilmente scattato Pseudotecnico a IWordCamp.
La foto ha straordinari poteri taumaturgici, e già cominciano a circolare le testimonianze di chi ne ha beneficiato:
No, per dire.
Ieri all’Esselunga di Como, nella cassa di fianco alla mia un signore protestava vivacemente per una differenza di prezzo tra lo scaffale e lo scontrino. Differenza a vantaggio di Esselunga, ovviamente.
Se ne accorgono solo quelli che comprano poche cose, e stanno attenti ai prezzi. Quando se ne accorgono e reclamano, ricevono le scuse e un rimborso. Ma il cliente medio che riempie un carrello di cinquanta articoli, se ne accorgerà mai?
E non si tratta di casi isolati. Ad esempio, ne parlava Repubblica (edizione di Firenze) già nel settembre 2007. Se non è un trucco sistematico, certamente non è un problema che li attanagli più di tanto.