eBay password recovery

Tanti anni fa ero un utente appassionato di eBay, e ci ho comprato un sacco di roba: soprattutto manuali di aerei a pistoni tra le due guerre, e regoli calcolatori. Poi ho preso qualche fregatura, pacchetti arrivati vuoti, e ho smesso.

Il mese scorso vedo una cosa che vorrei comprare e provo a fare una offerta, ma non mi ricordo utente/password. Mi bloccano l’account al terzo tentativo sbagliato; allora passo alla procedura di riattivazione dell’account. Mi inviano una mail con istruzioni, mail che per puro caso ripesco dalla casella di spam. Mi chiedono il numero di telefono che ho dato al momento della registrazione: e chi se lo ricorda? Da allora avrò cambiato numero almeno tre volte. Rispondo a fine dicembre spiegando la situazione, ma da allora più niente.

Tutto questo per dire: tu, Manuele Guerra di eBay Regolamento e sicurezza! Ciao, ti ricordi di me? Aspetto tue notizie, grazie!

Ma anche per sottolineare la fatica e i costi associati a una cosa così semplice come una modifica anagrafica, moltiplicata per l’enorme numero di database in cui sono presenti i miei dati. Non sarebbe più semplice e meno oneroso (anche per le aziende!) se questi dati fossero gestiti direttamente da me in un posto unico, ad esempio il mio blog, da cui loro li possano leggere con il mio permesso?

Insomma, quand’è che OpenID diventerà lo standard adottato da tutti?

Domani alla Bicocca: Progetto VRM

Domani vado alla Bicocca per il Progetto VRM, che vuole promuovere e divulgare gli strumenti VRM anche in Italia.

Il Vendors Relation Manager, in soldoni, è speculare al CRM: permette al cliente di gestire i rapporti con i fornitori. Se il consumatore è un maiale al trogolo che mangia tutto quello che gli danno, il cliente invece è uno che paga, e vuole scegliere.

Ci si vede?

Compito in classe

Dobbiamo svolgere un tema di argomento sociale, di cui non ricordo il titolo. Abbiamo cominciato la mattina, e nel pomeriggio inoltrato tutti i compagni hanno riempito pagine e pagine; ma io niente. La maestra (Mafe, proprio lei) è stata in silenzio tutto il tempo occupandosi dei fatti suoi, ma adesso comincia a fissarmi. Il tempo stringe, decido che bisogna darsi da fare, buttare giù qualcosa. Ho una confusa idea ma non avendo internet sottomano mi sento perduto. La scomodità del banco piccolissimo, il dover scrivere su foglietti sgualciti, la biro che sporca: tutto contribuisce ad aumentare il mio disagio. Vedo che Mafe, molto accigliata, sta per dirmi qualcosa; ma un attimo prima mi sveglio.