In dieci anni le cose cambiano

Dieci anni dopo il mio primo post, la rete è molto cresciuta ed è cambiata in meglio, io credo. Il fatto nuovo era che si poteva diventare partecipanti attivi e uscire dal torpore, partecipare, condividere, entrare in relazione con gli altri.

Si dice che il blog è morto e si esagera, ma certamente se dieci anni fa c’era solo il blog a contrapporsi alle pagine statiche aziendali, il fatto nuovo oggi è che l’espressione pubblica dell’io e del noi avviene attraverso molti altri strumenti alternativi e complementari al vecchio diario online.

Ma d’altra parte oggi non c’è sito moderno che non si basi su di un CMS facile da usare, che non abbia una pagina principale con le novità in ordine cronologico inverso aggiornate di frequente, che non incoraggi il dialogo con  i lettori: e allora il blog è morto come categoria, perché tutti i siti sono diventati dei blog.

A margine del TEDxComoLake: il terreno comune

E’ stata invocata più volte ieri al TED, con forza da Chiara Somajni e più sottilmente da Luca de Biase, la necessità di tornare a un terreno comune che internet avrebbe distrutto o rischia di distruggere.

La tesi, se l’ho capita, è che

  1. tramite internet ognuno si costruisce il suo gruppetto di simili;
  2. questo gruppetto è chiuso verso l’esterno e non lascia entrare le notizie importanti;
  3. a causa di questa chiusura, il gruppetto si impoverisce di informazione invece che arricchirsi;
  4. dalla atomizzazione dello spazio pubblico consegue una perdita di identità nazionale e varie altre calamità.

L’ho sentita più volte questa storia e ogni volta me ne meraviglio: perché non è questa la mia esperienza. Al contrario,

  1. tramite internet sono parte di un gruppo di persone molto più diverse di quelle che incontro fisicamente ogni giorno;
  2. questo gruppo è composto di persone che a loro volta fanno parte di altri gruppi e che filtrano notizie da questi gruppi verso il mio gruppo;
  3. a causa di questa porosità, il mio gruppo si arricchisce di informazioni e di idee molto più che non (facile battuta) guardando il TG1;
  4. lo spazio pubblico sarà anche atomizzato, ma le informazioni importanti circolano alla velocità della luce e lo unificano ad hoc.

Ho l’impressione che l’allarme sui pericoli di internet non si basi sulla osservazione scientifica dei fatti reali ma esprima una paura, anche legittima, di chi non capisce e si sente tagliato fuori. Non mi spiego altrimenti che si parli dei rischi, pochi e molto teorici, senza menzionare le enormi e concretissime opportunità. E poi, mi si dica esattamente perché era meglio quando tutta l’Italia la sera guardava Carosello.

Le lotterie gratis sulla internet

Le lotterie, è noto, vendono una speranza che si accende nel momento dall’acquisto del biglietto, e che si spegna nel momento dell’estrazione.

Quanto costa questa speranza? E’ gratis! dice un concorsino che gira per i social networks in questi giorni. Che significa: tu sei la merce che viene scambiata. Leggi il regolamento e trovi il prezzo vero:

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Mi sembra cara.