Commenti!

Ho di nuovo i commenti! Grazie mille a Hossein Sharifi e al suo YACCS per il servizio.

Banners: follow-up

Da me direttamente interpellato sulla morte del banner, Luca De Biase risponde che:


…beh, penso che non siano morti perchè: continuano a servire a qualcuno per fare quello che chiamano “brand building”; inoltre, secondo Yahoo! Italia, servono a pubblicizzare campagne mirate a una particolare azione…

Allora sono andato a leggere cosa dice Yahoo! Italia:


“Tasso di Click Through: Il numero assoluto di click diviso per il numero totale di page views, espresso in percentuale. Questo valore può essere particolarmente rilevante se il vostro obiettivo è quello convogliare un elevato numero di visitatori al vostro sito. All’aumentare della targetizzazione aumenta proporzionalmente il potenziale tasso di click through, ma entrano in gioco altri fattori quali la qualità della creatività del banner. Va anche sottolineato che mentre il tasso di click rappresenta un eccellente indicatore della efficacia di una campagna e di una creatività, esistono studi che dimostrano come i banner possano conseguire effetti simili a quelli di altri veicoli pubblicitari come stampa o televisione: brand awareness, riconoscimento del prodotto, ecc. Il nostro ufficio vendite è a vostra disposizione per qualsiasi approfondimento.”

A questo punto sono andato a cercare sul Garzanti:


paraculo

agg. e s. m. [f. -a] (region. volg.) si dice di persona furba, abile nel fare il proprio interesse senza darlo a vedere.

Mi sento quindi di poter affermare che in Yahoo! Italia non sono dei paraculo: infatti si vede bene che fanno il proprio interesse…

Banners o microads?

Pubblicità gridata o pubblicità testuale? Tette al vento o testo informativo? La Stampa pubblica questo bell’articolo di Luca De Biase dove, seppure timidamente, si nota la morte del banner e si conclude:

La pubblicità intrusiva ha vita corta online. Ma la pubblicità non intrusiva, tanto ben compresa dal pubblico, deve ancora essere compresa dagli inserzionisti. Quando ci arriveranno anche loro, sarà fatta.”

Ben detto! Non vedo l’ora che ciò accada, e nel frattempo noto che l’idea comincia a diventare mainstream.

Io odio la pubblicità in generale: eppure vi sono delle pubblicità che io leggo avidamente… (cosa hai capito? non quelle). Esempio:

questa è la pubblicità che io leggo

Dimmi se hai mai visto una pubblicità più brutta. Ma si tratta di una pubblicità di manuali di vecchi aerei, all’interno di una rivista di vecchi aerei, Aeroplane Monthly, letta da appassionati di vecchi aerei come me che la divorano da copertina a copertina. Io quindi non la considero pubblicità ma informazioni utili.

Il tipo che ha messo questa inserzione non ha bisogno di attirare la mia attenzione: ce l’ha già tutta. Deve solo darmi le informazioni che cerco. Senza disturbarmi con uno sfondo colorato, una musichetta di sottofondo, o peggio ancora con una animazione in Flash!

Ancora sui parassiti

Ti dicevo ieri dei programmini spyware: oggi trovi informazioni più dettagliate su questo articolo di Wired (grazie a Chris Pirillo per la dritta).

Racconta di un vx2.dll che è stato allegato a innocui screensavers scaricabili gratuitamente dal web: aggiunge pubblicità popup a qualsiasi pagina visitata, registra le pagine visitate permettendo di creare un preciso profilo utente, registra perfino il contenuto di moduli riempiti online incluso eventuali numeri di carte di credito

Se vuoi farti una bella risata, vatti a leggere la Privacy Policy di questi bei filibustieri. Nota che la policy fa riferimento a un indirizzo non valido, e che la società è composta da una anonima casella postale di Las Vegas e da un indirizzo Hotmail: trasparenza totale, anzi invisibilità.

L’articolo menziona anche l’interessante cexx.org, che raccoglie risorse “anti-intrusione” e il cui motto è:

You have to be a kind of Jeffersonian citizen on the Web.

Be aware, be educated, take personal action.

If you’re just a passive consumer, they will drive right over you
.”

Tom Maddox, PrivacyPlace

Se i ristoranti facessero come certi siti web…

Questa sera hai deciso di cenare bene. Dopo attenta consultazione della Guida delle Osterie d’Italia, hai scelto un buon ristorante: è un po’ lontano, la strada non è delle migliori, ma ne vale la pena.

Sala accogliente, ambiente intimo, pochi tavoli, luci soffuse: il tuo cuore vola alto come un falco. Ecco che arriva il cameriere, chiedi “Cosa c’e di buono stasera?” ma invece di risponderti ti grida con fare eccitato: “Entra anche tu nei Ringo Boys!”.

“Come, scusi?” “Sa, lo sponsor…”

Senza aprire bocca, ti alzi e te ne vai. A casa, ti fai un brodino e finisci una crosta di formaggio.