Grazie a Google, ho aggiunto la versione inglese (sopra la mia foto a sinistra). Vuoi farti due risate? Prova a cliccare! Mia moglie, traduttrice, può stare tranquilla. Il computer è uno strumento per automatizzare la parte ripetitiva e noiosa del nostro lavoro. La parte intelligente va fatta a mano.
Come ti sfinisco il cliente (virtuale)
Il guru dell’usabilità Jacob Nielsen ha scritto un libro, “E-commerce user experience“, dove analizza l’usabilità dei siti di commercio elettronico, scoprendo che cercano tutti più o meno attivamente di impedire al cliente di acquistare alcunchè. Secondo Nielsen neanche i migliori siti sono usabili al 100%:
Amazon 72%
MotherNature 60%
CDNow 60%
Barnes&Noble 55%
Gateway 51%
Il commercio elettronico si basa su questa equazione: Vendite = Visitatori x Conversion rate. Nielsen dice che va benissimo aumentare i visitatori, ma forse spenderesti meno e avresti maggiori risultati incrementando il Conversion rate, ovvero rendendo più facile l’acquisto. Mi pare una buona osservazione.
Per un prezzo di copertina di soli $195, Nielsen offre ben 207 suggerimenti su come migliorare l’usabilità di un sito di e-commerce: eccone alcuni tratti dalla recensione (se decidi di comprarlo, ricorda che te l’ho suggerito io, e fammi sapere gli altri):
11. Don’t show products that customers can’t buy.
51. Show total cost, including taxes, shipping and handling, as soon as possible.
61. Give users only what they ask for.
70. Allow customers to purchase without registering.
105. Pick winnowing criteria your customers understand (they only look at the first 1-2 pages of results)
108. Design comparison tables to highlight differences.
111. Put the search box on every page.
114. Support search for nonproduct terms.
117. Tell customers what you don’t have.
145. If the technology isn’t reliable, leave it out.
159. Avoid using multilevel lists or menus to select options. (Nordstrom’s horizontal hierarchical menus were difficult to navigate)
197. Consider offering a currency converter.
199. Write all text in EASL (English As a Second Language)
206. Don’t use metaphors that are intimately connected with a specific country.
Tanti anni fa c’era un bel prodotto surgelato, i “Mozzarelli” della Italgel-Surgela, invitanti bocconcini di mozzarella pastellati da friggere, che si vendevano da matti solo mentre si faceva pubblicità in televisione, e poi calavano a zero. Succedeva che si aprivano in cottura e che la mozzarella si disperdeva tutta, lasciando i gusci di pangrattato vuoti. Insomma non erano usabili! Quindi nessuno li ricomprava.
Life starts at 100Mbps
Il Professor Peter Cochrane ha lavorato in British Telecom dal 1973 al 2000, finendo la sua carriera come “Chief Technologist” di BT. Conosce quindi molto bene come funzionano le compagnie telefoniche.
Quando è andato in pensione ha dovuto rinunciare alla sua connessione radio da 2mbits (non so se mi spiego) ed è passato ad un modem POTS da 56kbps: deve essere stato uno shock tremendo.
Da questo trauma è nato un interessante articolo, “Life Starts at 100Mbps“, in cui risponde alla domanda: perchè diavolo non ci hanno messo la fibra ottica fin dentro alle case?
So why didn’t TelCos roll fiber into the local loop? Well, the story is a bit like the Gulf War – they stopped right on the border – and made the fundamental error of not completely vanquishing the enemy – and now we suffer soda straw communication pipes as a result. Across the planet dumb decisions were made out of political necessity, individual and corporate self interest, technical ignorance and financial ineptitude. In 1986 fiber direct to the home was demonstrated to be financially viable. For the UK it would have cost a mere $22Bn to fiber every home, which in comparison to the $34Bn just wasted on 3G mobile licenses was a bargain.
Il Professor Cochrane non nutre nessuna fiducia nella capacità delle società telefoniche di investire su nuove tecnologie per venire incontro all’aumento di domanda: troppi debiti, mentalità sbagliata, troppo da perdere.
So, how long before the network companies wake up and meet this obviously growing demand? I don’t think they will. They are focused on exploiting what they have installed already, and are happy to see >90% of net connections via dial up modems. And worse, their mounting debt’s probably means they can’t even do it if they wanted too. The only solution I can see on the horizon is a combination of Peer-to-Peer and Ad-Hoc wireless networking.
Insomma, leggilo che è interessante. Credo possa essere applicato pari pari alla realtà italiana.

Telecom ADSL, spam e antispam
Il customer care della Telecom mi ha scritto:
Gentile Cliente,
per rendere sempre più sicura la tua navigazione, abbiamo studiato una nuova sezione del sito Help di Virgiliotin dedicata alla tutela in rete che affronta e risolve i problemi derivanti da Spam, Attacco e Virus
La sezione “Sicurezza” è disponibile on line tra le guide pubblicate sul nostro sito di assistenza.Se hai un ADSL, ti suggeriamo, in particolare di consultare la guida alla pagina “open relay” dove potrai trovare tutte le indicazioni necessarie per verificare la corretta configurazione del tuo pc ed evitare rischi di intrusione da parte di terzi.
Visitaci alla pagina “Sicurezza” e scoprirai tutto ciò che non conosci sull’argomento o, se preferisci, contatta il nostro numero verde di assistenza Clienti 800.01.87.87 dalle 8 alle 24 tutti i giorni.
A presto.Il Customer Care di VirgilioTin
Avevo già ricevuto qualche spam arrivato in relay da un ignaro cybercafé yugoslavo. Mi sono chiesto: quanto è grande il problema? E perché Telecom ci tiene tanto?
Allora ho fatto una prova. Sono curioso!
Con NetScanTools ho fatto una scansione della porta 25 (SMTP) del blocco di indirizzi ADSL Telecom 80.116.0.1-80.116.127.255. Quelli che hanno risposto li ho interrogati con SamSpade, per vedere se accettavano relay mail. E al quarto tentativo ne ho trovato uno! Ecco la conversazione:
02/01/02 11:01:45 SMTP Relay Check @ 80.116.1.101
Contacting 80.116.1.101
220 Proxy+ SMTP server at proxyplus.universe.HELO 80.116.1.101
250 proxyplus.universeMAIL FROM:
250 OKRCPT TO:
250 OKDATA
354 Start mail input. End with. To: atp33a1@hotmail.com
From: atp33a1@hotmail.com (Spade relay check)
Subject: 80.116.1.101 relay check
.
250 Accepted for deliveryQUIT
221 proxyplus.universe closing connection
Secondo questa mia mini-inchiesta, tra i clienti ADSL Telecom, lo 0,89% ha un suo server SMTP, e lo 0,07% ha un server SMTP aperto al relay (ovvero settecento buchi aperti ogni milione di utenti). Non poco! Io ci ho messo un quarto d’ora a trovarne uno, chissà uno spammer professionsta armato di tempo e voglia…
Ci credo che in Telecom si preoccupano: hanno paura che il loro blocco di indirizzi venga aggiunto alla lista nera.
