The Paradox of the Best Network

David Isemberg e David Weinberger hanno messo insieme questo documento che ti spiega con molta chiarezza perché

“…new communications capabilities are within reach that will make the current Internet look like tin cans and string. The technical know-how exists. Radically simplified technologies can blast bits a million times faster than the current network at a millionth of the cost. These are sitting in laboratories undeveloped, in warehouses undeployed, and in the field underutilized.”

C’è un paradosso da risolvere, e loro pensano che solo un intervento dello stato lo potrà sbrogliare. Non ne sono sicurissimo. Comunque l’importante è cominciare a inquadrare il problema, problema che tra poco travolgerà le società telefoniche di tutto il mondo (e sarà un botto al cui confronto Enron sembrerà un petardino).

Biscotti velenosi

Ennesimi buchi nella sicurezza Microsoft: che noia…

MSN Messenger rende pubblica la tua email e anche i tuoi indirizzi di posta elettronica. Se lo hai installato, questa pagina ti spiega il problema e ti dice come metterci una pezza.

Invece Windows Media Player crea un supercookie che permette la tua identificazione univoca, non solo dal sito da cui stai scaricando il contenuto multimediale, ma anche da qualsiasi sito che sappia come approfittarne. Il buon Ken Frazier ti spiega come funziona la cosa e questa pagina ti dice se il tuo supercookie è attivo (e come segarlo).

Come se ci fosse bisogno di alimentare la mia paranoia!

La verità su Ustica

La scarna verità su Ustica si trova in questo database?

The aircraft was accidently shot down by United States forces who were targeting two Lybian MiG fighter jets.

Ma puoi dare un’occhiata anche qui se credi sia stato un missile, oppure qui se credi sia stata una bomba nella toilette, oppure qui se vuoi ascoltare le udienze del processo, qui se vuoi la trascrizione delle comunicazioni radio.

Infine leggi la sobria relazione di un perito inglese non di parte.

Sono passati più di vent’anni, ma io la considero ancora una ferita aperta.

Never prophesize, especially about the future

Oggi David, sempre attento a come il Web cambia la nostra vita, si chiede se stiamo rivivendo l’età dell’oro di Atene:

Here’s the question that excites me so much: Are we in a time that could rival the golden age of Athens in its capacity for reinventing ourselves?

Naturalmente non c’è risposta, non oggi. Ci manca la necessaria distanza storica, quella che distilla dalla vita di tutti i giorni le svolte che si sono rivelate, dopo, significative.

Ma ogni tanto un topolino alza la testa sopra il labirinto e intuisce il disegno complessivo, percepisce una uscita senza sapere se porta a un nuovo labirinto, o a cosa. Sono casi isolati, e comunque lo stesso topolino non ha modo di distinguere tra sogno e realtà.

L’accesso alla comunicazione e alle informazioni diventeranno gratuite molto presto, e comunque entro questo secolo. Si passerà quindi da una democrazia rappresentativa a una democrazia diretta. Lo stato ci sarà ancora, ma come una specie di ebay del sociale. Il passo successivo sarà la scoperta di nuove forme di energia: rinnovabile, inesauribile, sicura. Allora la nuova età dell’oro non sarà più il frutto di pesanti tasse imposte ai vicini, come per Atene, ma porterà prosperità e benessere a tutti.

Oppure: continueremo nella solita merda come sempre, fino a quando non ci annienteremo tra di noi, o fino a quando un grosso meteorite non ci spazzerà via con veloce indifferenza.

Tra mille anni saprai quale delle due è quella giusta. Ma in fondo, che importa? Noi non ci saremo. Allora la mia soluzione è comportarmi come se davvero stessimo entrando in una nuova età dell’oro, come se davvero ci sia ogni giorno, davanti a noi, una svolta importante da intraprendere. Così è più divertente!