…e io che mi lamentavo! Molto peggio è andata a Memmo, che qui ti racconta la sua esperienza con l’ADSL di Swisscom.
Freddy Kempf
Anche ieri sera concerto. Il giovane pianista Freddy Kempf ci ha presentato un programma con alti e bassi.
Inizio con Scarlatti, Sonata in re maggiore K119, sparata a grande velocità e grande volume: e il languore mediterraneo, la sensualità? niente da fare.
Poi Bach, con la stupenda Partita in mi minore n.6 BWV 830, bene nelle parti lente, poi malissimo nelle parti veloci troppo veloci e ancora fortissime.
Quindi il viandante di Shubert: La Fantasia in do maggiore D760 “Wandererfantasie”: bella musica, ma ancora nel presto Kempf corre corre corre e non sa dove.
Ho l’impressione che l’interpretazione venga sacrificata alla velocità e al furore: quando si infervora a suonare fortissimo e velocissimo, sembra non sappia più cosa stia suonando. A questo punto a me viene in mente in mente Roberto “mani di pietra” Duran, e il mio vicino Amedeo pensa piuttosto a “Bum Bum” Mancini.
Si finisce con Ravel, Gaspard de la nuit, che è stato il brano meglio riuscito della serata. L’interpretazione di Kempf mi è piaciuta davvero tanto, è mi è sembrato che l’avesse studiato e assimilato molto ma molto di più rispetto al resto. Avesse suonato solo questo, sarebbe stato un concerto perfetto. Ma chissà se gli artisti, e soprattutto gli artisti giovani, sono liberi di scegliersi il repertorio, o se devono sottostare alle richieste di musica più tradizionale…
Bis pestosissimo di Liszt.
Kremer, Meyer e Maisenberg a Milano
Ieri sera al Conservatorio di Milano trio con il violinista Gidon Kremer (Guarneri del Gesù ex David del 1730), la clarinettista Sabine Meyer e il pianista Oleg Maisenberg.
Concerto dedicato al Novecento, con il seguente programma:
Alban Berg:
4 Pezzi per clarinetto e pianoforte op 5Arnold Shoemberg:
Fantasia per violino e pianoforte op. 47Arnold Webern:
4 pezzi per violino e pianoforte op. 7Igor Stravinski:
L’Histoire du Soldat – Piccola Suite per violino, clarinetto e pianoforteClaude Debussy:
Prima Rapsodia per clarinetto e pianoforteMaurice Ravel:
Sonata per violino e pianoforteBela Bartok:
Kontraste SZ 111
Che ti posso dire dei primi tre pezzi? Sono accomunati dal fatto che evitano sistematicamente di offrire il seppur minimo appiglio all’ascoltatore: niente ritmo, niente tonalità, niente melodia; dalle note precedenti non potrai mai prevedere la nota seguente, nè la sua durata, nè la sua intensità. Insomma non c’è “tensione”, mi è sembrato che la questa musica, nell’ansia di andare contro a tutto, non voglia andare da nessuna parte, ti scaraventi in mezzo al nulla e sia sostanzialmente indifferente allo spettatore, anzi forse direttamente ostile.
Diverso discorso con Stravinski e Bartok, che ti portano sì, ma in un viaggio fantastico dove la normalità, la convenzionalità sono solo apparenze di cui impari presto a non fidarti.
Ancora diverso Debussy: il viaggio si svolge sui solidi binari della struttura classica, lo spettatore/viaggiatore è libero di appoggiarsi allo schienale e godersi panorami di grande bellezza.
Insomma hai capito che a me non piace il Novecento. Ma mi fa bene ogni tanto ascoltarlo, e quindi non mi lamento. Ieri sera poi gli interpreti erano di primissimo livello, quindi…
Significativamente, il bis è stato un valzerino di campagna vagamente Casadei, a scherzoso indennizzo.
Il mio quartiere
Questo è il mio quartiere nella blogosfera. E il tuo?
Digital ID: e la Cina?
Tom giustamente si pone il problema dell’ID digitale applicato alle situazioni esistenti, e come esempio propone questa notizia di oggi, che ti riporto per intero:
BEIJING – (AP) – China has imposed strict new limits on Internet cafes, banning minors and demanding that operators keep records of customers and the information they access.
The regulations, which take effect Nov. 15, also impose tougher safety standards for the popular cafes that provide Internet access to users who pay by the session. Smoking is banned, no cafe can operated within 124 feet of a school, and the businesses must close by midnight, according to the official Xinhua News Agency.Customers are also prohibited from viewing Internet sites offering gambling, pornography or prostitution.
The new rules reflect the fear of China’s communist leaders that the Internet could nurture subversion.
The regulations ban Internet cafe patrons from accessing a broad array of politically sensitive Internet sites, including ones that discuss independence movements in Tibet and the western region of Xinjiang or the sovereignty of Taiwan, which China claims as its territory.
The rules also forbid information that “threatens national security or harms national dignity and national interests.”
Operators must keep records of users and the sites they access for two months and provide the information on request to police and regulators. Violators face fines equal to $1,800.
Xinhua said the rules aim to bring order to an industry that has expanded rapidly with little regulation.
China has more than 45 million Internet users, most of whom gain access from connections at home or in the office.
Already, China operates a special force to police the Internet for content deemed subversive. Scores of Web sites are blocked due to their content and the search engines Google and AltaVista have been blocked because they permit access to information on the banned Falun Gong spiritual movement and other sensitive topics.
Interessante e rivelatore che l’Internet Cafe debba stare lontano dalle scuole e sia vietato ai minori…
