Domani e dopodomani, dalle 10 alle 19, la mia amica Agnes espone le sue ceramiche presso l’Atelier Santa Caterina, in via Borgovico 35 a Como.
Io accorrerò numeroso, ti invito a fare altrettanto.

It's more complicated than that!
Domani e dopodomani, dalle 10 alle 19, la mia amica Agnes espone le sue ceramiche presso l’Atelier Santa Caterina, in via Borgovico 35 a Como.
Io accorrerò numeroso, ti invito a fare altrettanto.
Mi è scaduta la tessera annuale di BikeMi da più di un mese e quindi, mi dicono, non posso più rinnovarla ma devo farne una nuova.
Vado quindi sul sito di BikeMi a registrarmi di nuovo e trovo il link Ho letto e accetto le Condizioni Generali che al punto 4 – DURATA E RECESSO recita:
4.1 Per gli abbonamenti annuali, al termine del suddetto periodo, l’abbonamento si intende prorogato automaticamente, per lo stesso periodo e alle condizioni vigenti al momento del rinnovo, salvo manifestazione espressa e contraria dell’utente, che dovrà essere effettuata con un anticipo di 15 giorni prima della scadenza del suddetto periodo sul sito www.bikemi.it, recandosi presso gli ATM point o chiamando il numero verde ATM.
Contatto il numero verde e mi fanno notare che le informazioni giuste non sono quelle del contratto che io ho letto e accettato al momento dell’iscrizione, troppo facile! Le informazioni giuste, mi dicono, sono quelle delle FAQ.
Insomma, di solito è l’utente che accetta i contratti senza leggerli, ma qui è l’ATM che scrive i contratti senza leggerli e soprattutto senza applicarli e senza ritenersi vincolata a quello che ha scritto e che io ho accettato.
Dice la signorina: scriva a info@bikemi.it e segnali la cosa; ma se non leggono i loro stessi contratti, vuoi che leggano le mail?
Questo blog è aperto dal 7 novembre 2001: undici anni sembrano tanti, ma sono convinto che la parte abitata della rete sia ancora nella prima infanzia, e che manchi ancora molto prima di arrivare a un inizio di maturità. Tutto quello che vediamo e usiamo oggi è un abbozzo, è provvisorio e verrà sostituito da altro.
Ci potremo dire nella prima adolescenza quando
Non vedo l’ora.
Io ho un indirizzo email pubblico, tu hai da promuovere la nuovissima bevanda al succo di straccio. Tu mandi a me e ad altri 1000 target una mail piena di punti esclamativi, con il seguente risultato:
Per ottenere risultati migliori devi profilare la tua lista. Ma se tu volessi dedicare solo 10 minuti a ognuno dei tuoi 1000 indirizzi, dando una occhiata alla sua presenza sociale per capire i suoi veri interessi, non ti basterebbe un mese di lavoro.
Quello che serve è un bel protocollo VRM che mi permetta di dichiarare pubblicamente il mio interesse a ricevere informazioni su argomenti specifici (vela, musica classica, internet of things), in modo che tu non debba importunarmi per argomenti che non mi interessano, e possa contattarmi senza problemi per argomenti che mi interessano molto.
Sarebbe una situazione che più win/win non si può.
I responsabili della comunicazione delle aziende parlano in continuazione di influencers, ma solo sul web.
Sugli altri canali non se ne parla perché le cose sono facili e chiare a tutti e non c’è niente da discutere: regali una casa al ministro e lui ti scrive la legge, regali un viaggio al giornalista e lui ti scrive l’articolo, eccetera eccetera.
Sul web invece se ne parla in continuazione proprio perché non è facile identificarli, spuntano dove meno te li aspetti, appaiono, scompaiono, si mimetizzano, escono dalle fottute pareti! Grazie alla incredibile velocità di circolazione delle idee interessanti, ognuno di noi avrà i suoi quindici minuti di influenza. E Daniele Chieffi racconta spesso la storia di come ha scoperto che un venditore ambulante di Palermo (se non ricordo male) influenzava con i suoi post influenzavano il valore delle azioni di una grossa banca italiana…
Io capisco che vi piacerebbe, a voi PR, di poter continuare come ai bei vecchi tempi quando era possibile blandirne uno per convincerne mille. Invece sul web vi tocca parlare con tutti, uno per uno. Fatevene una ragione, e passiamo oltre.