Relitti di un passato lontano che ancora ci perseguitano

Riflettevo che conviviamo, chi più chi meno, con dei relitti del passato che ci sembrano normali solo perché li vediamo tutti i giorni, e perché fanno tutti così. Ma se ti fermi un attimo a pensarci, sono anacronismi ridicoli, e davvero sarebbe ora di smettere. Per esempio:

Il telefono fisso

Per parlare remotamente con una persona devi memorizzare un numero (un numero!) di almeno sette cifre casuali, e prima di comporre il numero non hai modo di sapere se il chiamato è vicino all’apparecchio, se è occupato o se è disponibile.

Il cloud

  • Perché metti i tuoi dati sul computer non tuo?  Perché il tuo non è disponibile.
  • Perché non è disponibile? Perché non hai ancora la fibra simmetrica e IPv6.
  • Perché non hai la fibra simmetrica e IPv6? Perché le telco preferiscono così.

Giornali di carta e telegiornali

Un gruppo di persone a te sconosciute si riunisce tutte le mattine per decidere quali sono le notizie del giorno prima che interessano proprio a te, per poi pubblicarle il giorno dopo. Tu nel frattempo ti sei già arrangiato da solo.

I banner pubblicitari su internet

Ditte pagano affinché il proprio marchio sia totalmente ignorato dagli esseri umani che visitano inutili pagine web, e sia invece cliccatissimo da appositi bot.

Le frontiere

Tutto il mondo è interconnesso, e un battito d’ali in Grecia provoca temporali in Germania. Le frontiere si illudono di poter fermare i temporali, ma sono molti anni che non fermano il denaro.

Excel: un terremoto vicino a casa mia?

Nutri l’ansioso paranoico che è in te!

terremoti

Questo file di Excel prende i dati dal feed Atom (http://cnt.rm.ingv.it/feed/atom/all_week) del Centro Nazionale Terremoti e calcola la distanza dell’evento da casa mia, mettendo in evidenza quelli più vicini e quelli più forti.

terremoti

Inserisci nel foglio Casa la tua latitudine e longitudine e aggiorna il foglio (scheda Dati – Aggiorna tutto) per vedere le distanze da casa tua. La formula per calcolare la distanza tra due coordinate geografiche non è banale:

=RadiusEarth*((2*ARCSEN(RADQ((SEN((RADIANTI([@[ns2:lat]])
-RADIANTI(Casa!$A$4))/2)^2)+COS(RADIANTI([@[ns2:long]]))
*COS(RADIANTI(Casa!$B$4))*(SEN((RADIANTI([@[ns2:long]])
-RADIANTI(Casa!$B$4))/2)^2)))))

(Tra parentesi, Excel 2016 è bello assai.)
Aggiornamento:
Questo il video ottenuto con Power Map:

Rifugiati

Invece di un pippone, volevo farti vedere questa foto di mia nonna Elena appena laureata nel suo nuovissimo studio medico dentistico, che sorride al mondo e al futuro poco prima di dover abbandonare tutto e fuggire dalla rivoluzione russa.

Elena_Ovanessian

Nella storia della mia famiglia, solo negli ultimi cento anni, siamo stati tre volte profughi in terra straniera, e altre due volte emigranti oltreoceano. Per fortuna, ogni volta qualcuno ha mostrato umanità, qualcuno ha teso una mano, qualcuno ha aperto una porta.

 

 

 

Io sono

Io sono Gaspar

Io sono un timido estroverso
Io mi chiedo come sarà il mondo tra cent’anni, o domani
Io ascolto Bach
Io vedo le vele all’orizzonte
Io sono un timido estroverso

Io fingo che i miei tweet vengano letti
Io mi sento meglio al mare
Io mi preoccupo dei poteri forti
Io piango quando ascolto musica
Io sono un timido estroverso

Io capisco che tutto scorre
Io dico che è più complicato di così
Io sogno di invitare tutti i miei amici a cena
Io cerco di imparare sempre qualcosa di nuovo
Io spero di non smettere
Io sono un timido estroverso

Per un gruppo di persone che si ritrova per la prima volta,  far scrivere a ognuno la poesia “Io sono” è un simpatico esercizio che permette di condividere informazioni su di sé con tutti i partecipanti.

Io sono

Io sono (due caratteristiche non immediatamente evidenti)
Io mi chiedo (qualcosa di cui sono curioso)
Io ascolto (un suono)
Io vedo (una vista)
Io voglio (un mio desiderio)
Io sono (ripeto la prima riga)

Io fingo (qualcosa)
Io sento (una mia sensazione)
Io mi preoccupo (di qualcosa)
Io piango (una situazione in cui piango)
Io sono (ripeto la prima riga)

Io capisco (qualcosa che penso essere vero)
Io dico (qualcosa in cui credo)
Io sogno (qualcosa che ho sognato)
Io cerco di (un obbiettivo verso cui mi sforzo)
Io spero (in qualcosa)
Io sono (ripeto la prima riga)

Sono un cretino, mi sono operato al naso

Sono un cretino perché ho aspettato troppo. Questa operazione l’avrei dovuta fare cinque o dieci anni fa, quando il naso era ancora un fastidio e non ancora un problema.

E’ da inizio anno che avevo il naso completamente chiuso. Ho dovuto aspettare fino ad aprile per la TAC e maggio per la visita otorino che mi ha messo in lista per l’intervento presso l’ospedale Sant’Anna di Como. Tempi di attesa ufficiali: 18 mesi. Tempi di attesa effettivi: 36 mesi, come denunciato anche dalla stampa locale.

Per fortuna mi viene in soccorso la vela: il mio timoniere lavora presso l’Ospedale Moriggia Pelascini di Gravedona e me lo consiglia caldamente, assicurandomi tempi di attesa molto più brevi.

E così il giorno 7 di luglio mi hanno operato:

FESS
Polpectomia bilaterale, uncinectomia bilaterale, apertura recssi frontali e delle bullae, resezione bilaterale del turbinato medio, asportazione polipi dai recessi sfenoidali, settoturbinoplastica.

L’intervento, in anestesia generale, è stato “laborioso”, c’era tanta roba da togliere. Su YouTube c’è qualche filmatino in proposito, ma non te lo consiglio se non hai lo stomaco forte.

Mi sono svegliato senza particolari dolori, sono tornato a casa dopo 24 ore e ho tolto i tamponi dal naso dopo tre giorni. Il mio naso richiede adesso parecchia manutenzione, con frequenti lavaggi e pomate che impediscono alle mucose di seccarsi. Inoltre per 20 giorni non posso fare sforzi o prendere troppo caldo, per evitare sanguinamenti.

E finalmente respiro con il naso, e dormo con la bocca chiusa, e ricomincio a sentire gli odori. Sensazioni che non provavo da troppo tempo.

Ma perché ti sto raccontando tutto questo? Per dirti: “Non fare il cretino come me! Non aspettare l’ultimo momento se anche tu hai sempre il naso chiuso, fatti vedere!”