Kurai e i viaggi dei blogger

Caro Federico,

a margine di questo tuo post, sull’affermazione “è normale che sia così”: credo che tutto è normale per chi ci stà dentro, e tutto è anormale per chi guarda da fuori 🙂

La domanda vera non è “è normale?” ma “è giusto?”. E’ giusto che i giornalisti accettino di nascosto regali/inviti/voli dai soggetti di cui devono scrivere? E’ giusto che anche i blogger li accettino?

E’ giusto chiedere obiettività? E’ giusto chiedere integrità morale? Solo agli altri o prima di tutto a se stessi?

La risposta a queste domande dipende da scelte personali che, io credo, nessuno può imporre a nessuno. Ma che determinano l’opinione che ognuno ha di se stesso, prima che degli altri.

Notte bianca


Notte bianca #1, originally uploaded by Il cerchio verde.

Lo spettacolo di Paolo Buroni in Piazza Duomo: affascinante

Yahoo censura Flickr

Le battaglie sui principi sono molto molto importanti. Come ebbe a dire Flaiano, “se solo ammetti che la merda non è poi così cattiva, ti ritroverai a mangiarla tutti i giorni”.

Quindi: se non la risolvono in fretta e bene io, nel mio piccolo, chiudo l’account.

La situazione è la seguente: da quando Yahoo ha introdotto per flickr le versioni localizzate nelle varie lingue, improvvisamente gli utenti di Germania, Austria, Svizzera e qualche altro paese non possono più disattivare il “safe search” e quindi non possono più accedere a foto “controverse”.

Apriti cielo! La posizione di Yahoo è che le leggi in Germania sono più restrittive che altrove e che l’hanno fatto per proteggere i dipendenti di Yahoo dalla galera. Molti però fanno notare che Google.de non applica queste restrizioni; che gli utenti che si sono pagati l’account con carta di credito sono ovviamente maggiorenni; che sarebbe stato meglio avvertire e spiegare prima.

Mi pare che siamo di fronte a un classico errore: Yahoo cerca di pararsi il posteriore a scapito e in totale dispregio dei suoi utenti. Ma flickr è un sito che deve tutto al suo lato comunitario: maltrattare in questo modo i propri sostenitori mi sembra una mossa stupidissima (lo stupido è colui che procura un danno ad altri senza trarne un corrispondente vantaggio).

Aggiornamento:
Non sono il solo a pensarlo. Questa lettera aperta esprime perfettamente il sentimento di molti in proposito.

Nova100 e le tre fasi

“Qual’è la logica?” si chiede Roberto Dadda. “C’è bisogno di una logica?” mi chiedo io, e mi rispondo “No”.

Siamo su internet, quindi non ci sono problemi di spazio, non ci sono problemi di budget, l’unico ingrediente veramente necessario è la voglia di sperimentare, che credo non manchi a Luca de Biase, a Paolo Valdemarin e a tutte le persone coinvolte.

D’altra parte, si registra una precisa tendenza nei rapporti tra informazione e blogosfera, quella che Doc Searls chiama “la fase due”.

Nella fase uno, l’atteggiamento più comune è stato quello del “ragazzino lasciaci lavorare” detto con sufficienza, paternalismo e fastidio. Atteggiamento non generalizzato, che di giornalisti che avevano capito da subito io ne conosco tantissimissimi, ma insomma diciamo prevalente.

Il blog nel frattempo si è dimostrato capace di attirare pubblico e lettori. E quindi siamo passati alla fase due: le testate si attrezzano per ospitare blog sotto il loro ombrello di reputazione e qualità in cambio di traffico e pageview da rivendere agli inserzionisti. Ci sono qui molte scommesse, economiche e non, che sono tutte da verificare, su cui adesso non mi dilungo ma che potrebbero essere oggetto di un tuo prossimo post.

La fase tre inizierà quando questi blog si accorgeranno di non aver affatto bisogno dell’ombrello prottettivo di una testata “di prestigio”, e che anzi, quell’ombrello toglie il sole (ho fatto la battuta!), e mette più lacci che opportunità.

Nel caso specifico di Nova100, l’instaurarsi della fase tre dipende tutto dalla direzione del Sole24Ore, da come sapranno gestire eventuali conflitti, tipo: che succede se un blog della scuderia parla male della Confindustria?

Io per ora, e fino a prova contraria, sono ottimista.