Alla Trattoria Pippi a Molina il generoso menu fisso per 26€ comprende:

  • coperto, pane, acqua e barbera
  • affettati misti e sottaceti
  • missoltini
  • cotechino con polenta
  • pizzoccheri
  • polenta uncia
  • brasato e polenta
  • stinco al forno con patate
  • tiramisù
  • salame di cioccolato
  • strudel
  • torta di frutta
  • caffè
  • grappa

Le porzioni erano abbondanti ma gli intrepidi partecipanti al polentablog non si sono lasciati intimidire e hanno fatto il bis di tutto, e qualcuno anche il tris. A un certo punto è arrivato anche un piattone di formaggi, e anche quello è stato velocemente spazzolato dalla famelica tavolata, prima di capire che era per Enrica, vegetariana.

Ho fatto foto orrende e non le pubblico, anche perché altri hanno fatto meglio. Grande applauso per Elena, organizzatrice fantastica.

Instant Blog a Como

Ieri notte, tornando da Milano, quasi non riuscivo a rimettere la macchina in garage. Il mio problema è che abito a un passo dal Tribunale di Como, attorno al quale hanno addirittura sconvolto la viabilità in previsione dello straordinario afflusso di telecamere e curiosi. Insomma, questa storia del processo del secolo mi ha rotto le scatole ancora prima di cominciare.

Non ho intenzione di seguire la sordida vicenda sui mezzi di abbrutimanto di massa, tanto più che in aula c’e l’ottimo blogger-giornalista Mauro Migliavada che ha aperto un blog apposta, La strage di Erba, per raccontare il circo mediatico visto da dentro.

Mi sembra un esperimento interessante, da seguire.

Angela Hewitt a Milano

Questa sera al Conservatorio di Milano Angela Hewitt si cimenta nel primo libro del Clavicembalo ben temperato, ovvero la la musica più rivoluzionaria che sia mai stata scritta al mondo.

E’ un concerto da non perdere, sia per l’interprete che per il programma.

Tra parentesi, noto con piacere che la pagina principale del sito ufficiale di Angela Hewitt è a forma di blog (pur senza commenti e senza feed RSS, peccato).

Aggiornamento:
Concerto difficile, non solo per la durata e per la complessità della musica. Il problema principale è stato il vicino di sinistra che ha dormito tutto il tempo, russando forte in coincidenza con le fughe in tonalità minore. Se non fosse stato un signore grande e grosso, avrei provato a tirargli un delicato calcio negli stinchi.

Arte furbetta: lieto fine

Due giorni dopo , la pagina del Corriere (pur senza linkare) cita correttamente l’autore e l’indirizzo del set originale di Flickr.

Pratellesi, grazie. Ero certo che avrebbe capito. Se poi volesse far trentuno e mettere i collegamenti ipertestuali (ha presente?), come usa di solito su internet, noi qui ne saremmo deliziati.

Aggiornamento:
Niente lieto fine. PaulTheWineGuy si è scocciato di tutta la pressione mediatica e ha tolto le immagini. Non condivido ma rispetto.

When we started to get interactivity back

Douglas Adams, il 29 agosto 1999:

Durante il ventesimo secolo l’umanità è stata dominata da forme di intrattenimento non interattivo: Cinema, radio, musica registrata e televisione. Ma prima del loro avvento, tutto l’intrattenimento era stato interattivo: teatro, musica, sport: esecutori e pubblico erano sempre insieme, e perfino un pubblico rispettosamente silenzioso esercitava una potente presenza, capace di influenzare il dramma che si svolgeva sotto i loro occhi. Non c’era bisogno di una parola speciale per “interattività” allo stesso modo in cui non abbiamo bisogno di una parola speciale per le persone con una sola testa.

Penso che la storia mostrerà come i “normali” media mainstream del ventesimo secolo sono stati una aberrazione. “Mi scusi Professoressa, Vuol dire che potevano solo stare seduti e guardare? Non potevano far niente? Non si sentivano tutti terribilmente isolati o alienati o ignorati?”

“Sì, ragazzi, è per questo che impazzivano. Prima della Restaurazione.

“Per favore Prof, ci ripete cos’era la Restaurazione?”

“La fine del ventesimo secolo, ragazzi. Quando abbiamo cominciato a riprenderci l’interattività.”