ComoBlog Calling! sabato 28 novembre

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sabato 28 novembre 2009
Cena dei saluti e degli auguri
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I rischi (non quantitficati) dell’informazione digitale

Luca de Biase segnala su Problemi dell’Informazione (pdf 390kb) un pezzo di Claudio Guia dal titolo “Il giornalismo sulla scena digitale, di cui mi interessa riportarti questo paragrafo significativo:

I rischi maggiori che il lettore/cittadino corre in una società con una mole enorme d’informazioni digitali prêt-à-porter ma poche organizzazioni di raccolta, selezione e trattamento professionali delle notizie sono anzitutto l’«effetto Babele», cioè l’impossibilità di distinguere, nel frastuono di voci che reclamano attenzione, le più professionali, affidabili e autorevoli; poi l’«effetto copia-eincolla», per cui si perde traccia dell’origine e del percorso di un’informazione ripresa e rilanciata da aggregatori, siti, blogger, che si trasforma in una verità auto referenziale; infine, l’«effetto rassicurazione», che è quello provocato dai software che riconoscono gli interessi dell’utente e gli fanno avere solo un certo tipo d’informazione: quando questo accade, diventa più difficile confrontarsi con il nuovo e dunque, nel caso, cambiare opinione
(anche qui, una democrazia che evolve non può che soffrirne).
Per non correre questi rischi, va tenuta viva la funzione del giornalismo professionale e, dunque, della libera stampa.

Si tratta di una opinione che sento ripetere spesso nel mondo della carta stampata, e che da un lato giustifica l’esistenza in vita della struttura del giornalismo di carta, anche senza la carta, a salvaguardia della democrazia di un paese libero: teoria molto romantica che però ha poco a che vedere con la pratica dei quotidiani. Dall’altro paventa tutta una serie di rischi (non quantificati) che dimostrano solo una cattiva comprensione delle dinamiche della rete.

Io parlo da normale utente della rete, non da esperto. Mi ricordo che quindici anni fa c’era qualcosa che assomigliava all'”effetto Babele” di cui parla Claudio Guia; ma “l’impossibilità di distinguere le voci più professionali” è stata ampiamente superata da quando c’è Google. Se hai imparato ad usarlo, non dovrebbe essere più un problema; come non dovrebbe essere un problema “perdere traccia dell’origine e del percorso” (hai presente i link?, uno li segue e…).

Trovo poi fenomenale quella sull’effetto rassicurazione, per cui ricevendo solo l’informazione che veramente ti interessa, “diventa più difficile confrontarsi con il nuovo”. Mi sembra invece vero il contrario: l’informazione che aggrego dalle mie cinquecento fonti è molto più diversificata di quella che un qualsiasi giornale di carta può darmi.

Il punto fondamentale è proprio questo: si parla tanto della fine della carta, ma la parte del giornale che è diventata obsoleta è la redazione, che per quanto brava non sarà mai capace di scegliere per me, meglio di quanto non faccia già io.

Aggiornamento:
Su friendfeed si è sviluppata una discussione lunga ma dai toni pacatamente razionali: “Che cazzata”, “Qui è tutto sbagliato”, “secondo me è una tavanata”, “è la palude del pensiero che mi fa inorridire”, per citare alcune delle opinioni espresse in quella sede.

Otto anni molto interessanti

7 novembre 2001
OK, enough is enough. This sedentary lifestyle is killing me.

6 novembre 2002
La truffa a danni dell’ingenuo è la più odiosa e abietta.

7 novembre 2003
Angela Hewitt continues to captivate and charm audiences around the world with her musicianship and virtuosity.

7 novembre 2004
Le mie foto sono su Flickr con il tag “blogfest”.

7 novembre 2005
Andrea Beggi poco fa raccontava i motivi per cui blogga. Li faccio miei e aggiungo: per spiegarmi a me stesso.

7 novembre 2006
Lo faccio per me, certamente, ma mi fa molto piacere che tu ogni tanto passi a leggere, e ho imparato molto dai tuoi commenti.

7 novembre 2007
Perché dico “per il meglio”? Perché c’è più gente, e perché gli strumenti di filtraggio sono sempre più evoluti.

7 novembre 2008
Vado avanti. Al massimo, cambio template.

7 novembre 2009
Adesso che il blog non è più di moda, comincia a diventare davvero interessante.

Dai retta al tuo istinto

Hai presente quel formicolio dietro la nuca che senti quando ti stanno per fregare? Nel mio caso è legato a parole o frasi che fanno scattare il rivelatore a fondo scala. Me ne appunto qui alcune, in ordine sparso (se vuoi puoi contribuire).

ACME Bullshit Detector

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A me sembra una pagina semplice e chiara, ma siccome davvero davvero vorrei che fosse fatta bene, mi arrischio a chiederti: come la miglioreresti? Conosci qualche buon esempio da prendere come riferimento? Grazie per l’attenzione.