Stasera mi sono quasi procurato un’ernia sghignazzando sghangheratamente su questa vignetta, e sui fantastici commenti dei lettori. Chi ha a che fare con i dati aziendali conosce il problema.


It's more complicated than that!
Stasera mi sono quasi procurato un’ernia sghignazzando sghangheratamente su questa vignetta, e sui fantastici commenti dei lettori. Chi ha a che fare con i dati aziendali conosce il problema.

Andas Schiff ha intenzione di eseguire tutte le 32 sonate per piano, in ordine rigorosamente cronologico, e ha cominciato ieri sera al Conservatorio di Milano con le prime quattro.
Il concerto è stato eccellente per molti motivi. Come prima cosa, il programma di sala riportava una lunga, interessante intervista di Schiff sulle Sonate e sulla sua visione del pianismo di Beethoven.
Secondo, sul palco sia un classico Steinway ( Sonate 1 e 3) che un più raro Bosendorfer modello 290 (Sonate 2 e 4) più lungo e più largo, con nove note in più a sinistra. Commento di tutti: Steinway squillante, Bosendorfer caldo; sentendoli uno dopo l’altro, le differenze saltavano all’orecchio molto chiaramente.

Terzo, l’esecuzione cronologica ha permesso di toccare con mano la spettacolare evoluzione di Beethoven, in sole quattro sonate, dall’adesione ai modelli del maestro Haydn allo stile totalmente nuovo e personale della Sonata no. 4.
Infine, Schiff è quanto di più lontano si possa immaginare dal titanismo romantico, dall’impeto passionale, dalla teatralità. A me pare che i panni romantici gli stiano un poco larghi, che non si lasci mai andare del tutto. Ma all’interno di questo suo limite umano più che musicale, c’è grande concentrazione, grande sensibilità. Insomma, gran bel concerto. Conservatorio gremito, pubblico molto caldo, nessun bis.
Quando vado in palestra, come riscaldamento leggero prima del corso di difesa personale, di solito faccio una mezz’ora di bici e arrivo gradualmente a 160 watt, che tengo un cinque minuti e poi scendo gradualmente. Non è una faticaccia, ma insomma si suda per bene.
Invece il cuore di un ciclista professionista funziona così:
Pulsazioni a riposo: 36
Pulsazioni alla soglia: 189
Watt alla soglia: 430
Pulsazioni massime: 207
Ripeto: sostiene uno sforzo da 430 Watt (ma anche 450) senza andare in acido lattico. Come si ottengono queste prestazioni, e a che prezzo?
Ma non sarai tanto ingenuo da pensare che negli altri sports sia diverso. Un mio amico racconta che di notte, in un albergo di montagna, sentiva un continuo ronzio. Scoprì che proveniva dalle camere occupate da una squadra di sci del Nord Europa: gli atleti di notte si svegliavano a pedalare, che altrimenti il sangue troppo denso, col cuore a riposo, non riusciva a circolare.
Sono riuscito a uscire dalla stanza rossa (io e altre 4000 persone).
Ma poche ore prima, in Belgio:
Cycling News: Young Belgian dies
21 year old Belgian rider Johan Sermon has died in his sleep during the night of Thursday/Friday, February 12-13. His body was discovered by his mother on Friday morning at 11:00am – he had planned to go for an eight hour training ride that day.
Sermon, an U23 rider for the Daikin team, appears to have died of heart failure. His team manager and former president of the Belgian cycling federation Ernest De Vuyst was quoted on TV1 as saying, “The fact that his body was released from the autopsy on Saturday leads us to believe that it was sudden heart failure. He had been medically tested a few weeks ago, including a complete cardiovascular check up. The results were judged to be good. Doping? That appears to me to be excluded.”
C’è qualcuno che ha voglia di fermare questa follia? Quanti morti ci vogliono ancora?