Monty Phyton sull’Iraq

Pensieri Oziosi (via Naked Translations via Marie), segnala un articolo di Terry Jones (ex-Python) sull’Iraq, apparso sul Guardian. Umore nerissimo:

“The key thing, I suppose, is to try to call US mercenaries “civilians” or “civilian contractors”, while calling Iraqi civilians “fighters” or “insurgents”

Molto inglese questa capacità di far ridere ma anche far pensare.

Google IPO: $2.718.281.828

Bella sfida:

“Google is not a conventional company. We do not intend to become one. Throughout Google’s evolution as a privately held company, we have managed Google differently. We have also emphasized an atmosphere of creativity and challenge, which has helped us provide unbiased, accurate and free access to information for those who rely on us around the world.

Now the time has come for the company to move to public ownership…”

(dal Modulo S-1, via Joi Ito)

Culture Digitali

Un convegno dal titolo “I weblog e la nuova sfera pubblica” non poteva che partire con un blog, appunto.

Culture digitali: i weblog, la nuova sfera pubblica

La platea del convegno non è ascoltatore passivo, ma partecipa attivamente alla conversazione. Un altro buon esempio di passaggio dal personal computing al social computing. Complimenti all’Università di Napoli.

Gmail: chi vuole provare?

Ho a disposizione ancora un invito: se vuoi provare la posta di Google, basta che me lo dici nei commenti di questo post. (first come, first serve)

Update:

Mi dispiace, ma l’unico indirizzo di cui disponevo è andato pochi minuti dopo la pubblicazione di questo post. Non ne ho altri, è inutile che chiedi (leggi prima i commenti).

La mossa dell’orso

Ormai è diventata un’abitudine, la blog-radio serale. Stavolta il DJ è Andrea di The Yorker. Ogni tanto la connessione salta, nonostante la trasmissione sia a 32Kbps mono. Adesso ad esempio ascolto la fantastica “Chobin”: quel gran cattivo cosmico di Brunga…



Update:

Alle 22:30 la qualità della trasmissione incute forte ribrezzo. Si scollega di continuo, salta: insomma è inascoltabile. Mi viene da pensare che il modello di radio uno-a-molti su internet non sia scalabile: già con venti utenti si pianta tutto. Ma se ne volessi mille? O diecimila? Pensa che larghezza di banda ci vorrebbe.

Meglio forse pensare a forme distribuite tipo bit-torrent, che si basano sul principio collaborativo di distribuzione del carico tra tutti i partecipanti.

Un’altra cosa che dicevamo con Cesare nei commenti al post sulla filodiffusione, è che se la musica registrata fosse scambiabile liberamente e disponibile a tutti in una grande biblioteca universale, allora basterebbe comunicarsi le playlist e ognuno si ascolterebbe quel che gli pare quando gli pare. La radio sarebbe riservata (e utilissima) agli avvenimenti dal vivo.

Pensa come sarebbe bello.