Elogio delle Carampane, e del luccio

Dopo l’etimologia di Davide, voglio qui tessere l’elogio della Carampana e della sua indispensabile e vitale funzione nella blogosfera: quella del luccio.

In un allevamento di trote, il problema principale è che le trote si annoiano. E se si annoiano si ammalano: le epidemie sono fulminee e devastanti.

il luccio


Per risolvere questo problema (diciamo: troppa uniformità e troppo consenso), si introduce nella vasca un bel luccio grosso. Ecco che le trote non si annoiano più, sono troppo occupate a star lontano dalla bocca del luccio. Il loro tono muscolare migliora, mangiano con più appetito, non si ammalano. E quando una trota si ammala il luccio se la mangia, eliminando alla radice il problema del contagio.

Questo succede anche nei commenti dei blog, ed è un’ottima cosa. Tranne quando sono tutti lucci e nessuna trota, che allora si sbranano tra di loro e non è un bello spettacolo.

Aberdeen Angus

Mangiamo carne non più di una volta alla settimana, a volte anche meno spesso. Ma Carlo è appena tornato da Livigno e ci ha portato un intero filetto, tenero e saporito, e ce lo stiamo facendo fuori alla piastra, a fette alte tre dita. Una meraviglia.

Passo la piastra calda con un pezzettino del suo grasso, poi con la fiamma al massimo faccio andare sessanta secondi da un lato, a fare la crosticina, poi abbasso al minimo e giro. Lascio cuocere lentissimamente fino a che non comincia a sanguinare, poi spengo e lascio riposare cinque minuti. Servo, salo e macino sopra un poco di pepe nero.

In questo modo il calore ha il tempo di diffondersi, la carne si mantiene succosa, e si cuoce senza bruciarsi. Se c’è una cosa che odio è la carne carbonizzata fuori e cruda dentro.

Ora, a Livigno non ci sono allevamenti. La carne viene importata dall’Argentina per la fabbricazione della bresaola, e chissà come arriva anche nei negozi.

La carne argentina è anche apparsa per pochi giorni nel mio supermercato all’epoca degli spaventi della mucca pazza. Poi siamo tornati alla roba immangiabile di sempre.

Il Giornalista da Riporto

Mia moglie ultimamente non si perde un TG5. E mi chiama pure: “Corri, corri, vieni a vedere!”

Pare che la capigliatura di Fabrizio Summonte sfoggi i più fantasiosi riporti, e ogni volta è peggio. Elena, che ha il gusto dell’horror, non se ne perde uno.

Cose che se le vedi per strada ti rotoli per terra dal ridere, per televisione sembrano quasi normali (beh, insomma). Come l’anno scorso a Porto Cervo, mio nipote mi disse “Zio, c’è uno che assomiglia a Berlusconi ma con i capelli arancioni” e naturalmente era lui in persona.