Carlini sui feed

Massimo segnala un articolo sui feed RSS di Franco Carlini del Corriere della Sera. L’articolo comincia con una descrizione abbastanza corretta di cos’è un feed: dice che il contenuto del post viene dato solo come riassunto, dimenticando che esistono anche i feed completi. Ma insomma questo è un errore minore, dettato probabilmente dalla scarsa dimestichezza.

La parte più discutibile è il finale, dove cerca di difendere i siti, come il Corriere, che non hanno i feed:

Ognuno giudicherà alla prova dei fatti e secondo le sue esigenze, ma un limite percettivo e cognitivo senza dubbio emerge: l’elenco di notizie aggregate offerte in questa maniera è un po’ simile all’elenco dei lanci di agenzia giornalistica che si accumulavano sulle telescriventi (e oggi sui monitor) tutti sullo stesso piano, con lo stesso rilievo e tutti fuori contesto.

Nei siti originali invece c’è il contesto (e la grafica e i colori), offrendo al visitatore-lettore dei criteri e dei suggerimenti di lettura. E nei siti di news a tutto campo (come corriere.it, per esempio) ci si imbatte anche in notizie che appartengono a filoni diversi da quelli che interessano direttamente, le quali tuttavia possono incuriosire o arricchire, spingendo il lettore a uscire dagli argomenti troppo stretti.

Il fatto che le fonti siano tutte sullo stesso piano, tutte con lo stesso rilievo grafico, può certamente non piacere a chi viveva del prestigio della propria testata e si ritrova invece a combattere per la mia attenzione in base al merito del puro contenuto. Per non parlare della pubblicità che mi perdo!

Riguardo alla “strettezza” degli argomenti, non è questa la mia esperienza dell’aggregatore. Posso solo pensare che se Carlini si mettesse a usarlo un poco per davvero, a leggere qualche blog e magari anche a scriverne uno (io sottoscriverei subito il suo feed), sicuramente anche la sua esperienza migliorerebbe.

Error 733

Da oggi sono ufficialmente in vacanza, ma stamattina mi chiama un amico che, su una VPN che abbiamo settato insieme, continua a ricevere un messaggio di errore.

Non posso lasciarlo nel letame. Indago nella knowledge base di Microsoft e scopro trattarsi di un rognoso problema di settaggi del VPN server, che richiede il mio intervento.

Ma io proprio non ne ho voglia. Allora tento il classico “prova a spegnere e riaccendere”, e tutto funziona di nuovo. Posso tornare a fare le valigie.

Corriere e Petrolio

Il Corriere della Sera di ieri dedicava metà della pagina 8 al petrolio e alle energie alternative, con una articolessa a firma di Giancarlo Radice.

Il pezzo è la lampante riprova della mia disaffezione ai quotidiani: qualunquista, confuso, vago, cita tutti ma a sproposito.

Sulla teoria del “peak oil” di Hubbard dice che è vecchia del ’56 ma non dice la cosa più importante, ovvero che si è rivelata esatta. Dice che la vecchia teoria non tiene conto delle nuove scoperte, ma non dice che la sua estrapolazione alla situazione mondiale è stata fatta oggi, tenendo conto delle nuove scoperte.

Cita Colin Campbell, autore di “The Coming Oil Crisis”, quando dice che lo spettro della scarsità è “frutto di una sorprendente, deliberata ignoranza” ma non dice che tutto il libro conferma e spiega accuratamente la fine dell’era del greggio a buon mercato.

Insomma: tutto va bene, Madama la Marchesa. Possiamo continuare a dormire.

Sul blog How to Save the World, un post di tutt’altro spessore.

Con chi sono connesso?

Dave Winer si chiedeva: come faccio a sapere se il mio PC è stato compromesso da qualche programma di spyware o adware e si connette a mia insaputa a qualche host sul web?

There’s something missing from Windows. An application that hooks into the outbound Internet message flow, and shows me where messages are going. This would allow me to figure out what spyware is running on my system even if the various utilities can’t get rid of them. Then the next step would be to allow me to block traffic to certain servers. That would disable the spyware. It seems that I should have control of my machine at that level.

In effetti, questa è la prima cosa che guardo quando devo mettere le mani su un PC connesso a internet, perchè se non faccio pulizia subito ho problemi dopo. Windows XP ha una utility della riga di comando che è esattamente quello che occorre, “netstat”. Ma siccime non è semplicissimo, ti faccio una descrizione dettagliata.

1)

Chiudo tutti i programmi. Assolutamente tutti.

2)

Per accedere alla riga di comando, da Start -> Esegui, scrivo “cmd” e premo Invio.

3)

Scrivo “netstat -ano” (senza le virgolette, con lo spazio e il trattino, e non ridere) e premo Invio.

4)

Mi compare la lista delle connessioni aperte. Se il PC è pulito, non appare nessuna connessione “ESTABLISHED”. Se invece appare, mi preoccupo.

5)

Per ogni connessione aperta, in fondo alla riga leggo e mi annoto il numero di PID (Process ID) che mi servirà tra un attimo.

6)

Faccio un CTRL+ALT+ENTER per aprire il Task Manager, e vado alla scheda Processi. Dal menu Visualizza -> Seleziona colonne, aggiungo il PID e premo Invio.

7)

A questo punto, confrontando i PID ottenuti prima, scopro quali sono i processi che si stanno connettendo a internet senza dirmi niente. Se non li conosco già, li cerco su Google e mi scarico le informazioni su come stroncarli.

Insomma, ha ragione Winer: ci vorrebbe una bella utility che mi facesse questo lavoro in automatico, dandomi anche delle opzioni tipo “interrompi” o “disinstalla”.

Se qualcuno ci volesse provare, in questo pigro Agosto, avrebbe la mia riconoscenza eterna.

Riguardo al blocco delle connessioni ad un host specifico, ne avevo già scritto a suo tempo.