Hi tech, low tech

Oggi è giornata di manutenzione:

  • Ho resuscitato il vecchio portatile (Windows ME), aggiornato il sistema operativo, ripulito il disco e fatto spazio: l’ho messo a lavorare 24/7 (voglio vedere tutta la prima serie di Lost entro fine settimana).
  • Ho disinstallato i vecchi driver Bluetooth sul mio portatile, che non hanno mai funzionato bene, e ho lasciato fare a XP SP2. I nuovi driver funzionano a meraviglia. Ho poi scoperto che Andrea Beggi stamattina ha fatto la stessa cosa, con gli stessi buoni risultati.
  • Ho installato la nuova versione del Nokia PC Suite e finalmente la connessione PC/cellulare funziona stabilmente.
  • Ultimamente il mio portatile soffriva di una certa instabilità, e la ventola girava costantemente al massimo della potenza. Armato di aspirapolvere, ho dato una energica ripassata a tutte le prese d’aria e il problema sembra risolto.

Posso ritenermi soddisfatto.

Libero e incondizionato consenso?

Mi scrive la Società Autostrade e mi informa che posso scaricarmi le fatture del telepass direttamente dal loro sito. Mi sembra una idea brillante e corro a registrarmi.

Scopro però che per accedere al servizio devo obbligatoriamente accettare le loro Condizioni Generali che tra l’altro dicono:

3.1. Ai fini della Registrazione l’Utente dovrà fornire alcuni dati personali il cui trattamento avverrà in modalità cartacea e tramite l’ausilio di calcolatori elettronici nell’assoluto rispetto delle disposizioni [bene, vuol dire che non mi spammano?] contenute nel decreto legislativo 30 giugno 2003 n. 196 e sue successive modificazioni ed integrazioni ( c.d. “legge sulla privacy”);

3.2. In applicazione del sopra citato Dlgs 196/03, ai sensi dell’art. 13, Ti informiamo che… i trattamenti dei dati avranno la finalità di poterti consentire una più agevole e rapida consultazione delle informazioni inerenti il tuoi contratti Telepass o per ricevere i servizi informativi sulle iniziative commerciali promosse da ASPI tramite la consultazione del sito www.telepass.it o direttamente sulla tua casella di posta elettronica [accidenti, ma allora mi spammano!], come meglio specificato al successivo punto 5.1;

5.1. Con la sottoscrizione ed accettazione del presente accordo, l’Utente manifesta il proprio libero ed incondizionato consenso a ricevere periodicamente messaggi di posta elettronica [mi spammano di brutto ma vogliono che sia felice] contenenti pubblicità, materiale promozionale, annunci interni, iniziative promozionali, comunicazioni commerciali da parte di ASPI.

E i loghi e suonerie? Già che ci siamo, non ce li vogliamo mettere? Ho lasciato perdere, continuerò a ricevere le fatture di carta.

Giornalismo come verbo, non come sostantivo

Jeff Jarvis su BuzzMachine ha scritto un post assai lucido sulla crisi del giornalismo tradizionale. Divide il giornalismo in una serie di azioni che lo costituiscono:

  • Testimoniare
  • Chiedere
  • Editare
  • Commentare
  • Distribuire

La distribuzione ha tenuto il giornalismo in ostaggio dei grandi gruppi che potevano pagarsi le presse o la TV, fino a internet. Oggi che il monopolio è rotto, siamo tutti giornalisti (anche un tizio in Afghanistan), oppure nessuno è giornalista. E quindi?

“Right now we have people fretting over just those questions: Can journalism be saved? I think that’s the wrong question. Maybe we shouldn’t save the old way. Maybe, now that we have new opportunities, we should find a better way. The right question is: Can journalism be improved? Can journalism be expanded? Can journalism be exploded?”

Questa è una prospettiva molto interessante.