Raspberry Pi come cliente torrent

Ti dicevo di come ho messo il mio Raspberry Pi a fare il file server di casa; ma siccome oggi l’ho visto un poco annoiato, gli ho aggiunto un nuovo compito, quello di torrent server. E’ bastato installargli il cliente Transmission, che governo facilmente dal mio PC tramite interfaccia grafica remota.

Ho letto che non a tutti funziona e che Raspi tende a schiantarsi: vedremo, ma per adesso funziona a meraviglia.

Aggiornamento:
Noto che la velocità effettiva di trasferimento dal disco esterno del Raspi, un Verbatim USB2 da 1TB e “up-to 480MB/sec transfer rate”, non è proprio fulminea: attorno ai 2,2MB/sec. Comunque è più che sufficiente per guardare un tipico video di serie televisiva.

Raspberry Pi come NAS

Stamattina ho deciso di provare a usare il mio Raspberry Pi come disco di rete casalingo: incredibilmente ci sono riuscito e sono qui a bullarmene. Gli ingredienti sono:

  1. Raspberry Pi;
  2. Disco esterno da 1TB alimentato separatamente (Raspi non riesce ad alimentarlo via USB);
  3. dettagliate istruzioni;
  4. smanettamenti vari (sudo questo, sudo quello, sudo nano quell’altro).

Risultato finale: un NAS da £33. Non male.

Cose stupide: i numeri di telefono

Le cose più stupide sono quelle quelle che tutti fanno perché così fanno tutti, senza pensare a quanto sono stupide. Ad esempio: i numeri di telefono.

Ma ti pare che nel terzo millennio per parlare con me tu debba conoscere e memorizzare un numero? Anzi, a dire la verità, più di un numero: il telefono di casa, il cellulare privato, il cellulare di lavoro, il numero dell’ufficio.

E ti pare che per parlare con me tu debba provare questi numeri uno alla volta fino a che non mi trovi? Ma quanto è stupida questa cosa, nell’anno 2012?

Non sarebbe molto più comodo (e non ci vogliono rivoluzioni tecnologiche) se tu mi cercassi semplicemente per nome, e che automaticamente squillasse il telefono a cui io ho deciso di essere raggiungibile in quel momento?

Anche su internet avevano tentato una roba del genere all’inizio con l’email numerica di Compuserve, ma il buon senso ha subito prevalso. Perché i telefoni no?

Società telefoniche, sveglia! O volete obbligarmi a usare sempre e solo Skype?

Daniel Suarez: Daemon e Freedom

Ti segnalo questi due techno-thrillers di Daniel Suarez perché:

  1. me li ha consigliati Joi Ito;
  2. ho appena finito di leggerli;
  3. non riuscivo a metterli giù;
  4. mi sono piaciuti un sacco;
  5. sono sicuro che ti piaceranno;
  6. ho pre-ordinato il prossimo, Kill Decision, che esce il 17 luglio.

Freedom è il seguito di Daemon, vanno letti nell’ordine.

Tutti gli oggetti elettrici saranno connessi: l’han già fatto!

Scopro grazie alla preziosa segnalazione di AndreaR (e condivido qui con te) che il mio sogno è stato già realizzato in Svizzera!

Il Progetto S2G si propone appunto di ottimizzare il consumo di elettricità non con faraonici investimenti dal lato della produzione ma con un approccio bottom-up:

Questo concetto di Smart-Grid, basato su un’intelligenza decentralizzata, è interessante poiché non necessità grandi investimenti di infrastrutture di comunicazione e non pone problemi di privacy, evitando il controllo del consumatore da parte da un organismo centralizzato di gestione di rete.

Infatti il progetto S2G implica che i nuovi apparecchi (caricatore dell’auto elettrica, aria condizionata, lavatrice, ecc.) siano equipaggiati con un piccolo dispositivo elettronico che misura frequenza e tensione di rete, stabilendo se la rete globale è in sovrapproduzione o meno. In questo modo ogni apparecchio saprà autoregolarsi in base alle esigenze dell’utente: per esempio raffreddando l’ambiente di qualche grado in meno o ritardando di alcuni minuti l’inizio della ricarica dell’auto elettrica.

Questo concetto mira a risparmiare i costi di una infrastruttura sofisticata richiesta da un modello di Smart-Grid centralizzato e ad utilizzare meglio la rete attuale disponibile, in quanto sarà possibile distribuire meglio i picchi di carico sull’arco della giornata, evitando anche di costruire nuove centrali in futuro.

Il progetto prevede una seconda parte, che dovrebbe essere partita a inizio 2012, in cui le case vengono dotate di batterie capaci di stoccare elettricità localmente nei momenti di basso consumo, per poi cederla nei momenti di picco.

Sono molto curioso di conoscere i risultati e gli sviluppi futuri di questa iniziativa. Purtroppo la sezione News del sito è ferma a novembre 2010, e rimanda ad account di Twitter e Facebook desertici.