La differenza tra una pubblicità e una rete sociale

Com’è noto, Facebook Beacon avverte i tuo amici dei tuoi acquisti online. La procedura è opt-out, non opt-it: è attiva come impostazione predefinita e occorre spegnerla ad ogni nuovo acquisto. Motivo sufficiente, io credo, per abbandonare Facebook al suo destino tristemente markettaro.

Ma Dave Winer blogga una osservazione che potrebbe rimescolare le carte e portarmi ad adottare Beacon con entusiasmo. Dice Dave:

“Il link non dovrebbe essere senza rischi per il venditore, dovrebbe contenere informazioni utili ad altri potenziali acquirenti.

Far sapere che ho comprato un volo American Airlines da New York a San Francisco via Dallas dovrebbe permettrmi di aggiungere che ho perso la connessione a causa di un ritardo del volo, e che AA si è rifiutata di rifondere le spese di albergo. Altrimenti, qual’è il valore per gli utenti?”

Già, qual’è il valore per gli utenti di Beacon, così come è strutturato adesso?

Bonus link: controlla quali cookies pubblicitari hai installato sul tuo computer, con possibilità di fare opt-out.

Indizio di fregatura imminente #64

  • Quando ti citano un autorevole studio che prevede tra n anni un incremento d’affari di millemila miliardi in un settore che oggi non se lo fila nessuno.

Ricordo che in una passata era geologica, durante l’ultimo SMAU da me visitato, mi si illustravano le magnifiche e progressive sorti del WAP. Una apposita slide prevedeva che nel 2005 il giro d’affari attorno a questa tecnologia avrebbe raggiunto…

La Rete si saturerà entro il 2010? No

Poi cfdp si lamenta che siamo prevenuti; ma io da subito avevo avuto il sospetto che la notizia della rete satura, ripresa con bella e supina evidenza da tutte le testate italiane, fosse una solenne str…amberia.

Trovo la conferma da Quintarelli: non è vero niente, e la ricerca originale dice anzi il contrario.

(Tra parentesi, a Stefano sono bastati un poco di fiuto, curiosità, padronanza di internet, quindici minuti di tempo e soprattutto rispetto per i suoi lettori: doti che chi ha ricopiato la velina ha dimostrato di non possedere)

Un’altra piccola pietra sulla tomba del quarto potere.

We are human beings

Nei commenti dei Maestrini si è sviluppata una bella discussione sui “mercati come conversazioni”.

Interviene parallelamente Doc Searls, sullo spunto di un articolo dell’Economist su come Facebook e Myspace stanno cambiando la pubblicità.

Dice Doc che “mercati come conversazioni” non vuol dire “più trasparenza nelle comunicazioni pubblicitarie”. Quote of note:

“To me the most powerful line in Cluetrain came from Chris Locke who wrote,

We are not seats or eyeballs or end users or consumers. We are human beings and our reach exceeds your grasp. Deal with it.

“Deal with it” doesn’t mean “Make better advertising” or “Target your advertising more effectively” or “Turn your users into marketers” (which is Facebook’s latest idea). All that is just just more grasp.

What we need is better reach by customers. Better advertising doesn’t do that. We need something else entirely. Something that lives on the customer side. Something that makes customers and users more powerful, more independent, more valuable than just “consumers” (which Jerry Michalski calls “gullets with wallets and eyeballs”).

Il sottinteso è che grazie a internet il cliente ha più potere, più indipendenza e più valore che non il “consumatore” dell’era industriale.

La tesi difensiva dei markettari è che la massa non è ancora su internet. La mia impressione è che almeno la “parte pregiata” della massa è su internet da anni, cresce continuamente, e prende sempre più coscienza del nuovo potere. Ho il forte sospetto che la massa critica non sia lontana.

D’altra parte, e il Maestrino si dispera, anche quando il markettaro capisce approva e sostiene il nuovo corso, la struttura organizzativa della sua azienda gli blocca qualsiasi iniziativa.

Non siamo noi che abbiamo bisogno di voi

Il Maestrino non le manda certo a dire:

“E allora, associazioni di marketing, PR, advertising, se davvero volete capire fatevi un favore: entrate nella conversazione, e fatelo per voi stessi, non per noi consumatori. Il nostro stipendio non dipende dalla visibilità o dal page rank su Google. Noi queste cose le sappiamo già. Abbiamo già una rete di competenze che ci aiuta a scegliere i prodotti. Non siamo noi che abbiamo bisogno di voi, semmai viceversa, e appena le aziende se ne accorgono rischiate che vi ritengano inutili.”

Standing ovation.