Prezzi Esselunga

Ieri all’Esselunga di Como, nella cassa di fianco alla mia un signore protestava vivacemente per una differenza di prezzo tra lo scaffale e lo scontrino. Differenza a vantaggio di Esselunga, ovviamente.

Se ne accorgono solo quelli che comprano poche cose, e stanno attenti ai prezzi. Quando se ne accorgono e reclamano, ricevono le scuse e un rimborso. Ma il cliente medio che riempie un carrello di cinquanta articoli, se ne accorgerà mai?

E non si tratta di casi isolati. Ad esempio, ne parlava Repubblica (edizione di Firenze) già nel settembre 2007. Se non è un trucco sistematico, certamente non è un problema che li attanagli più di tanto.

Il Mago Forrester

Euan Semple segnala un nuovo studio di Forrester Research (e qui mi scuso con gli studenti veri) che predice la strabiliante crescita della spesa webduepuntozero enterprise a 4,6 miliardi di dollari entro il 2013! Euan annota, e io condivido:

I find myself telling people more and more that if they are spending loads of money on this stuff they are almost certainly doing the wrong things.

Ma prima di lanciarmi nei soliti commenti sarcastici, devo notare che lo studio è in vendita alla bella cifra di 775 dollaroni: forse quelli di Forrester non sono poi così scemi come sembra.

Il punto di vista della quaglia

Se tu sei un cacciatore armato di fucile, il tuo cane serve a

…creare occasioni di dialogo tra voi e il vostro target e trasformare i dialoghi in opportunità di business; siamo pronti ad innovare la vostra comunicazione, accompagnandovi lungo un percorso unico ed entusiasmante.

E’ davvero un peccato che la quaglia si rifiuti di condividere questo entusiasmo.

Aggiornamento:
Massimo e Alessio segnalano un altro avvincente episodio dell’interazione tra il cacciatore e il suo cane.

Luca Luciani e i luoghi comuni

Vittorio Bertola lo difende, ma nei suoi commenti il Signor Kling lo massacra con un sorriso:

“Gentile Autore, no, nemmeno depurato il discorso è condivisibile. Prima di tutto non ha confuso Austerlitz con Waterloo. Austerlitz non è una pianura, non è in Belgio e gli eserciti opposti erano 3 e non 5. Ma passi.

Parla di calcio? Il discorso è senza senso: se una squadra “nun fuzziona”, si caccia l’allenatore. Cioè, lui che parla.

L’imprecisione non è grammaticale: è concettuale. Questo discorso non motiva: offende.

E il punto non è nemmeno il fatto (vero, perlatro) che costui guadagni il triplo di un manager americano. E’ bensì il fatto che guadagni a dispetto del fatto che Telecom va malissimo! Un manager americano non guadagna, se la sua azienda va malissimo.

La sua difesa d’ufficio è incomprensibile: sembra subornare che le imprese italiane vadano male per colpa dei quadri. Mi creda, è tanto lontano dalla verità, quanto dall’avere analizzato correttamente un discorso che fa pena da ogni angolo lo si guardi, e in cui la topica storica è solo il naturale portato di una evidente ignoranza manageriale prima che umana. E glielo dico senza nessuna velleità di diventare manager Telecom a 800.000 all’anno: non ne ho le capacità, perché al contrario di questo “non-bamboccione” io non potrei farlo per vergogna, se avessi quella preparazione.

Mi dispiace, Gentile Autore, ma è un luogo comune dire che il luogo comune è sempre sbagliato. In questo caso, vox populi vox dei, e nel luogo comune errato è caduto lei.

Sublime.

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