BikeMi scrive i contratti ma non li legge

Mi è scaduta la tessera annuale di BikeMi da più di un mese e quindi, mi dicono, non posso più rinnovarla ma devo farne una nuova.

Vado quindi sul sito di BikeMi a registrarmi di nuovo e trovo il link Ho letto e accetto le Condizioni Generali che al punto 4 – DURATA E RECESSO recita:

4.1 Per gli abbonamenti annuali, al termine del suddetto periodo, l’abbonamento si intende prorogato automaticamente, per lo stesso periodo e alle condizioni vigenti al momento del rinnovo, salvo manifestazione espressa e contraria dell’utente, che dovrà essere effettuata con un anticipo di 15 giorni prima della scadenza del suddetto periodo sul sito www.bikemi.it, recandosi presso gli ATM point o chiamando il numero verde ATM.

Contatto il numero verde e mi fanno notare che le informazioni giuste non sono quelle del contratto che io ho letto e accettato al momento dell’iscrizione, troppo facile! Le informazioni giuste, mi dicono, sono quelle delle FAQ.

Insomma, di solito è l’utente che accetta i contratti senza leggerli, ma qui è l’ATM che scrive i contratti senza leggerli e soprattutto senza applicarli e senza ritenersi vincolata a quello che ha scritto e che io ho accettato.

Dice la signorina: scriva a info@bikemi.it e segnali la cosa; ma se non leggono i loro stessi contratti, vuoi che leggano le mail?

Vietare è più facile che educare

Leggo sul quotidiano locale dell’introduzione di internet nel Liceo Classico Alessandro Volta (ove il mio corpo fanciulletto etc.) sotto forma di rete wireless e tablet. Bene, bravi!. Contemporaneamente, il dirigente Luigi Villa emana subito una circolare secondo la quale:

  • è vietato l’accesso a Facebook
  • è vietato l’accesso a Twitter
  • è vietato l’accesso alla propria posta elettronica
  • è vietato ai docenti di rendere pubbliche le password WiFi
  • è vietato lo scaricamento di alcunché

Male, malissimo! Vietare è certo la scelta più facile e meno rischiosa, ma non sarebbe stato meglio educare? Mi vengono in mente decine di modi intelligenti di utilizzare i Social Network in classe in aula, e ne parla oggi anche l’Huffington Post:

Teachers that resist using social media in the classroom are stripping their students of an essential component of their future success. Avoiding — or worse, banning — social media platforms for students prohibits them from being successful professionals in fields like accounting, chemistry, the arts and more

Why so declarative? Because social media (Facebook, Twitter, YouTube and blogs) have become the fabric of how the world communicates. Yes, traditional methods of connecting and collaborating still exist — you can still pick up the phone or write a letter — but you can also route messages or share ideas with clients, colleagues, vendors and others using collaboration platforms, social networks, wikis and more.

Bonus link, perché non sono certo che la dirigenza del Liceo Classico Alessandro Volta di Como sappia fare le ricerchesu internet:

Tutti gli oggetti elettrici saranno connessi: l’han già fatto!

Scopro grazie alla preziosa segnalazione di AndreaR (e condivido qui con te) che il mio sogno è stato già realizzato in Svizzera!

Il Progetto S2G si propone appunto di ottimizzare il consumo di elettricità non con faraonici investimenti dal lato della produzione ma con un approccio bottom-up:

Questo concetto di Smart-Grid, basato su un’intelligenza decentralizzata, è interessante poiché non necessità grandi investimenti di infrastrutture di comunicazione e non pone problemi di privacy, evitando il controllo del consumatore da parte da un organismo centralizzato di gestione di rete.

Infatti il progetto S2G implica che i nuovi apparecchi (caricatore dell’auto elettrica, aria condizionata, lavatrice, ecc.) siano equipaggiati con un piccolo dispositivo elettronico che misura frequenza e tensione di rete, stabilendo se la rete globale è in sovrapproduzione o meno. In questo modo ogni apparecchio saprà autoregolarsi in base alle esigenze dell’utente: per esempio raffreddando l’ambiente di qualche grado in meno o ritardando di alcuni minuti l’inizio della ricarica dell’auto elettrica.

Questo concetto mira a risparmiare i costi di una infrastruttura sofisticata richiesta da un modello di Smart-Grid centralizzato e ad utilizzare meglio la rete attuale disponibile, in quanto sarà possibile distribuire meglio i picchi di carico sull’arco della giornata, evitando anche di costruire nuove centrali in futuro.

Il progetto prevede una seconda parte, che dovrebbe essere partita a inizio 2012, in cui le case vengono dotate di batterie capaci di stoccare elettricità localmente nei momenti di basso consumo, per poi cederla nei momenti di picco.

Sono molto curioso di conoscere i risultati e gli sviluppi futuri di questa iniziativa. Purtroppo la sezione News del sito è ferma a novembre 2010, e rimanda ad account di Twitter e Facebook desertici.

Tutti gli oggetti elettrici saranno connessi a internet

Per esempio, quando tutti gli oggetti elettrici di casa tua saranno connessi a internet, il loro consumo di corrente sarà negoziato di volta in volta con il contatore, che sarà anche lui connesso a internet, e con l’Enel.

Alla lavatrice dirai “lava entro domani alle otto”: lei aspetterà che il forno finisca prima di partire e prenoterà con l’Enel  il momento meno caro per lavare.

Risultato: verranno livellati i picchi sia del consumo che della produzione, con risparmi che potrebbero essere importanti. Tieni presente che la bolletta energetica italiana nel 2011 è stata di 60 miliardi di Euro, quindi ogni singolo punto percentuale risparmiato varrebbe ben 600 milioni di Euro.

Spannometricamente, un risparmio annuale del 5% basterebbe da solo in sette anni a ripagare i 20 miliardi di Euro necessari alla copertura in fibra ottica di tutta l’Italia.

Un segno per Brindisi

Un segno per Brindisi

Le bombe vogliono terrorizzare, ma non abbiamo paura.
Le bombe vogliono suscitare reazioni scomposte, ma siamo calmi.
Le bombe vogliono farci abbassare la testa, ma guardiamo lontano a testa alta.