#ijf11: Festival del Giornalismo a Perugia

Grace under stress

Il primo pensiero è per Arianna Ciccone e Christopher Potter, organizzatori del Festival, e per tutto lo staff: bravissimi, gentilissimi, efficientissimi. Sono totalmente ammirato per la bellezza dell’idea che hanno avuto e per l’impeccabilità dell’esecuzione. Sono felice di essere stato loro ospite e di aver stretto le loro mani.

Il nostro panel

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Si è parlato di media relation, e Manuela Kron ha fatto una osservazione che mi ha fatto pensare: l’azienda si occupa di fare profitti, a noi della comunicazione ci sopporta come costo di cui farebbe volentieri a meno, se potesse. Non posso non paragonare questo atteggiamento con quello della mia fruttivendola, che invece basa tutto il suo business sul rapporto diretto con l’affezionata clientela. Se il web è davvero il villaggio globale, ogni negozio sul web è una bottega che vive del rapporto diretto e personale tra cliente e fornitore: la firma al posto del marchio.

Per la gioja de li piccini Mafe ed io ci siamo esibiti in un piccolo siparietto comico finale. Siamo pronti ad essere scritturati per feste, compleanni, cresime etc. e accettiamo prenotazioni.

Il resto

Le 24 ore passate a Perugia sono volate via in un attimo tra chiacchiere, discussioni, passeggiate con un sacco di gente che ammiro, rispetto e saluto collettivamente. Sono molto invidioso di chi è potuto restare più a lungo e spero di tornarci l’anno prossimo.

Media relation

Media relation: le nuove sfide è il panel al quale sono stato invitato da Luca Conti, assieme a Vincenzo Cosenza e a Manuela Kron di Nestlé. L’appuntamento è alle ore 10.00 di giovedì 14 aprile presso la Sala Lippi della Unicredit di Perugia.

Si parlerà di media, di PR e di aziende: io cercherò di portare la mia esperienza di destinatario. Da fuori io vedo molta buona volontà, molta confusione e non altrettanta professionalità. La filiera è esplosa, i media sono in crisi, l’adience ti risponde male o ti ignora: insomma, sono tempi interessanti.

Shlomo Mintz a Milano

Questa sera al Conservatorio di Milano il grande Shlomo Mintz, accompagnato al piano da Peter Jirikovsky, esegue tre Sonate di Ludwig van Beethoven:

  • no. 3 in Mi bemolle maggiore, dall’Opera 12 (1798)
  • no. 5 in Fa maggiore “La primavera”, Opera 24 (1801)
  • no. 7 in Do minore, dall’Opera 30 (1803)

Il giovane Beethoven è a Vienna dove si è conquistato grande fama di virtuoso al pianoforte. I critici invece storcono il naso e già  lo giudicano troppo strano.

Quello di stasera è uno dei concerti più importanti del 2011 a Milano. Se non hai il biglietto, presentati al botteghino alle otto e battaglia per uno dei pochi posti rimasti, che ne vale la pena.