Per fortuna con l’età Tania è diventata sorda e non si spaventa più per i botti.
Buon Natale
Flash is evil, reloaded
Esattamente dieci anni fa segnalavo questo link, ancora attivo e purtroppo ancora attualissimo. Lo ripropongo perché nel frattempo si è arricchito di una miriade di commenti interessanti.
Slideshare è pericoloso, Facebook non è pericoloso
1)
Sala riunioni in filiale milanese di multinazionale beni largo consumo: faccio vedere Slideshare e spiego a cosa serve, ma ottengo reazioni piuttosto negative, tipo “questa roba è meglio evitarla”. Allora invito a cercare su Slideshare il nome dell’azienda e saltano fuori decine di presentazioni caricate da altre filiali del gruppo e da clienti.
“Ma così la concorrenza viene a sapere le nostre cose!”. Invito a cercare su Slideshare il nome della concorrenza e saltano fuori altre decine di presentazioni caricate dalla concorrenza.
2)
Ristorante interno in filiale milanese di multinazionale farmaceutica: a pranzo l’IT Manager mi spiega che globalmente gli accessi a Facebook rappresentano un 30% del loro traffico di rete, e che non ci sono blocchi perché l’azienda è goal-oriented, e che fino a quando il personale continua a raggiungere gli obbiettivi previsti, non ci si preoccupa del come.
In questa storia c’è una profonda morale, che al momento mi sfugge.
Manuale di buon senso in rete
Se il nostro fosse un paese civile, questo agile manualetto su come andare sul web senza far figure da cioccolataio sarebbe libro di testo obbligatorio in tutte le scuole, licei, instituti e università d’Italia.
Corri a scaricartelo e ringrazia Alessandra come faccio io qui pubblicamente.


