Ottimo Antonio!

Antonio oggi è particolarmente ispirato: corri a leggerlo se non lo hai già fatto.

Parla dell’industria dei media e della pubblicità su internet: e mi pare abbia colto nel segno.

http://adbusting.tripod.com/


Anche Paolo ha letto, e un poco si preoccupa: da dove tireremo fuori i soldi per il pane?

Ma non ti pare un problema secondario? Non trovi che oggi, con i banner e con il vecchio modello del media business, nessuno stia guadagnando a palate dei milioni di dollari che domani andrà a perdere?

Quello che invece vedi in giro, non sono faraonici investimenti (non produttivi di reddito) seguiti da faraonici fallimenti non appena gli investitori chiudono il rubinetto? E allora?

Crisis and Revolution

David Isemberg è un esperto di telecomunicazioni con una visione molto chiara della situazione. Pubblica una newsletter a cui ti consiglio di iscriverti di corsa se non lo hai già fatto.

La sua Smart Letter #74 si intitola “Crisis and Revolution” e spiega ti perchè il problema delle società di telecomunicazioni è un problema globale, e comincia così:

“Let’s try to see the current crisis in perspective; it is but one phase of the Communications Revolution itself. It has been said that a revolution is not a dinner party. There are crises. Outcomes are ambiguous. The powerful struggle to hold onto power. The forces precipitating the revolution struggle to advance. There are losers. It is not pretty. The final result is not knowable.

The drivers of the Communications Revolution overlap, but are not identical to the drivers of the current crisis. The drivers of the current crisis are:

  1. Overcapacity
  2. Bad debt, directly driven by technological advances
  3. A wholesale change of business models more profound than the shift from horse and buggy to the jet age.

I am tempted to add incompetence, greed and criminal behavior, but these are constants that are neither unique to the Communications Revolution nor the current crisis.”

Isemberg quindi continua analizzando in dettaglio i tre punti; ma ti lascio il piacere di scoprire da solo che, alla fine, sembra proprio che il Sr. Tronchetti abbia torto…

Gli spammatori sono gli sfigati della rete

Così dice Antonio in un recente post su m-list. E in effetti se ci pensi è proprio vero, i problemi della privacy sono ben altri e molto più gravi (tanto per non fare nomi, Passport, Palladium, Echelon, eccetera).

Se lo spam è un problema minore, paragonabile più al piccolo furto che all’omicidio a mano armata, allora il punto è: che fai con la microcriminalità? Tolleri o reprimi? in entrambi i casi, fino a dove?

Queste sono le vere scelte politiche, quelle che influenzano direttamente la tua vita.

WorldCom

A fronte di 41 miliardi di dollari di passivo, WorldCom iscrive a bilancio un attivo di 107 miliardi di dollari: come dire “niente paura ragazzi, possiamo farcela“.

Intervallo pubblicitario: restate con noi.



Riprendiamo la trasmissione:

Ma adesso che lo scandalo è scoppiato (ed è scoppiato per soli 3,85 miliardi di dollari), scopriranno che l’attivo è pura carta: tutti gli investimenti tecnologici costati carissimi, e iscritti a quei prezzi, oggi non valgono niente e non li vuole nessuno. Sarà un bagno di sangue.

Il Sr. Tronchetti dice che in Italia non può succedere: e se lo dice lui…