Zambardino sugli aggregatori

Vittorio Zambardino su Scene Digitali trova che l’aggregatore di Google sia piuttosto rozzo: concordo, ce ne sono altri migliori e la tecnologia è piuttosto giovane. Poi c’è questo passaggio degno di nota:

“Ecco così è la “caramella spogliata” degli aggregatori: una lista di notizie in tutto simile ai messaggi di una casella di posta, in cui è persa ogni elaborazione precedente. Resta il prodotto notizia senza brand, triturato nella sua omologazione, il prodotto senza “l’odore del piombo”.

I nuovi lettori tecnologici rivendicano a sé il diritto della sintesi e della gerarchia di valore, in diretta polemica con i media, cui negano l’autorevolezza di scregliere in loro vece.”

Non avrei saputo dirlo meglio! Ma mi pare che il problema non è quello dell’autorevolezza: senza farla troppo lunga, io credo che il motivo stia nell’impossibilità strutturale, da parte dei mezzi di informazione tradizionali, di ottenere lo stesso livello di personalizzazione che offre un aggregatore.

E se è pur vero che da una parte si perde il brand della notizia, dall’altra si recupera l’io di chi l’ha scritta (come ben sanno i molti giornalisti che hanno un blog di successo): non mi sembra cosa da poco.

E poi nel mio caso, ma credo sia esperienza comune, ho notato negli ultimi dodici mesi una costante ma lenta crescita delle visite al blog, mentre che gli accessi al feed si sono letteralmente impennati. E se quello che scrivo viene letto anche fuori dalla mia fetente grafica, sono contento.

Update: vedo che ne parla anche Massimo.

SIAE e Podcast

Ci sono nuove tariffe della SIAE fatte apposta per i podcast. Siccome non ne ho ancora sentito parlare in giro, siccome un amico mi ha passato copia del modulo “AUTORIZZAZIONE PER L’UTILIZZAZIONE DELLE OPERE MUSICALI AMMINISTRATE DALLA SIAE IN MODALITA’ PODCASTING”, riassumo velocemente i punti che ci interessano, ovvero quelli senza scopo di lucro:

Fino a 15.000 download per settimana
– contenuto musicale 25%: 65 Euro/mese
– contenuto musicale 25%-75%: 85 Euro/mese

Fino a 500 download per settimana
– contenuto musicale 25%: 120 Euro/anno
– contenuto musicale 25%-75%: 440 Euro/anno

Molto interessante il punto 1.3, che stabilisce le regole sulla durata e composizione del podcast:

1.3. Tutti i podcast oggetto di questa Autorizzazione

  • non possono avere durata superiore ai 60 minuti primi;
  • non devono contenere al loro interno opere musicali in numero superiore a 15 per ciascun file audio, o per una durata superiore al 75% della durata dell’intero file;
  • la successione delle opere musicali contenute nel file e riprodotte per intero deve essere interrotta da contenuti parlati e/o da commenti; le opere musicali possono essere anche utilizzate come sottofondo o commento ad altri contenuti audio.

Il Titolare dell’Autorizzazione è tenuto ad adottare accorgimenti idonei ad impedire l’estrazione di singole opere musicali ai fini del loro download e prende atto che l’autorizzazione non comprende il trasferimento o la cessione dei file audio a terzi da parte degli utenti diretti abbonati.

Mi piacerebbe sapere quanti podcast sono in regola con questa normativa, e che controlli svolge la SIAE per la loro applicazione.

Blog di servizio: il bugiardino della cocaina

COCA 20 mg cloridrato
COCA 40 mg freebase

ATD: C76ED11

Composizione
Alcaloide estratto da Erythroxylum coca e Erythroxylum novogranatense.
Forma farmaceutica
La cocaina può essere reperita in due forme: il cloridrato e la base libera (o crack, così chiamato per il rumore che la sostanza produce quando viene bruciata).

Blogger in TV

Stamattina ho cercato di guardare il video dei blogger a DigiTalk ma dopo pochi minuti sono caduto in un sonno profondissimo.

Questi ragazzi proprio non li capisco: se ne stavano immobili nella loro poltroncina con la vivacità di un pitone che avesse appena ingoiato la capretta.

Ma come, c’era in studio un PC! Collegato! A internet! E loro, invece di correre a postare in diretta, chiacchieravano inanemente. Mah.