LIFX la lampadina col WiFi

Questa lampadina l’avevo trovata su kickstarter a metà dell’anno scorso e mi era piaciuta subito. E’ una lampadina LED che si connette alla tua rete WiFi e che puoi comandare tramite app dallo smartphone.

Cosa distingue questo progetto dalle tante lampadine smart in commercio?

  • è open source
  • non necessita di altro hardware proprietario
  • pubblicherà (presto, hanno promesso) le API aperte
  • le lampadine potranno (presto, hanno promesso) essere gestite anche via web

Per adesso l’applicazione premette solo di regolare l’intensità, la temperatura e il colore della luce, che francamente non è molto. Diventerà interessante quando potrò associare l’accensione graduale alla sveglia o a un sensore a infrarossi, o quando potrò sincronizzare il colore con la musica, etc. etc. Tu che ci faresti?

La configurazione iniziale richiede di connettere una prima volta il telefono alla lampadina, in modo da connettere la lampadina alla rete WiFi indicando access point e password.

L’interfaccia Android (come quella per iPhone) al momento è molto semplice. Questa è quella per cambiare colore:

LIFXcolor

E questa è per il bianco:

LIFXwhite

Giudizio: promettente.

Problemi con il Raspberry Pi

Ogni tanto il mio Raspberry Pi si pianta. Anzi, se lo tengo nell’apposita custodia si pianta quasi ogni giorno (soffre il caldo?).

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Il problema è la scheda SD che si corrompe dopo un certo numero di scritture, oppure in caso di interruzione dell’alimentazione, o per overclocking, o per qualche altro esoterico motivo. Questo rende il Rasperry Pi inutilizzabile se non per giochini ed esperimenti di poca importanza. Peccato.

Una soluzione potrebbe essere la riduzione delle scritture eliminando i log e mettendo /boot in read only. Ci provo e poi ti dico.

Vittorio Torriero 1925-2014

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Mio zio Vittorio se n’è improvvisamente andato ieri sera. Non è mai stato anziano, neanche da vecchio. Non ha mai smesso di lavorare ma coltivava mille interessi. Si è sempre trovato bene nel presente, e guardava al futuro con curiosità e intelligenza.

Un bell’esempio.

Presence, community, disruption: blogs live

David Weinberger ha scritto un bel post ieri su cosa è stato il fenomeno dei blog agli inizi. David individua tre motivi per cui era importante:

  1. Presence
  2. Community
  3. Disruption

E ricorda i grandi argomenti di discussione che ci hanno infervorato dieci anni fa:

  • Experts vs. Bloggers
  • Professionals vs. Amateurs
  • Newsletters vs. Posts
  • Paid vs. Free
  • Good vs. Fast
  • One-way vs. Engaged
  • Owned vs. Shared
  • Reputation vs. Presence
  • Writing vs. Conversation
  • Journalists vs. Bloggers
  • Objectivity vs.Transparency

Sono molto d’accordo  con le conclusioni di David, che quoto:

So, were we fools living in a dream world during the early days of blogging? I’d be happy to say yes and be done with it. But it’s not that simple. The expectations around engagement, transparency, and immediacy for mainstream writing have changed in part because of blogs. We have changed where we turn for analysis, if not for news. We expect the Web to be easy to post to. We expect conversation. We are more comfortable with informal, personal writing. We get more pissed off when people write in corporate or safely political voices. We want everyone to be human and to be willing to talk with us in public.

A più di dieci anni di distanza, posso bullarmi di averci visto giusto.