Ancora Mozart!

Questa sera al Conservatorio di Milano alle 21:00 suona la Kremerata Baltica con il grandissimo Gidon Kremer al violino e il così-così Mario Brunello al violoncello.

Pezzo forte della serata è la Sinfonia Concertante in mi bemolle maggiore K 364 di Mozart, in una versione per violino, violoncello e orchestra (l’originale prevede la viola al posto del violoncello).

La K364 è stata composta a Salisburgo nel 1779 da un Mozart prigioniero ancora per poco dell’impiego presso il Principe Colloredo, e pochi mesi prima è morta sua madre. Periodo difficile e triste, che si dice influenzi l’Andante, struggente oltre ogni limite.

7 M della S? 32 A C nella D?

Basta. Sarà l’ora tarda, sarà la digestione difficile, ma mi sono proprio arenato davanti alla 12 e alla 24.

Questi giochini vanno fatti al mattino!

Nel frattempo, il petrolio

C’è della gente con un fratello più grande che ha la casa e li ospita, e pare che loro ci vanno a vivere per un po’ (ma non ho capito molto bene chi è il fratello di chi e dove è la casa). Nel frattempo il barile di greggio ha chiuso a USD 68.65.

Assistenza Iomega

Metti che hai comprato un Micro Mini Hard Drive di Iomega e che hai bisogno dei driver per farlo riconoscere anche da una vecchia macchina Windows Me.

Metti che vai sul loro ignobile sito di assistenza e che per trovare i driver devi navigare montagne di FAQ, superare tre o quattro redirezioni, ricaricare due volte delle pagine che non si caricano, bypassare una pagina che siccome navighi da Xp ti propone solo il driver Xp. Ma mettiamo che dopo venti minuti che sei sul loro sito, sei finalmente arrivato a una pagina con il prezioso link al driver.

Metti che quando fai clic su quel link pensando di aver finito di soffrire, sei improvvisamente rediretto a una pagina di iscrizione al servizio clienti Iomega, dove devi lasciare nome e cognome, email, gruppo sanguigno e no. di conto corrente. Se non ti iscrivi, niente driver.

Metti che a questo punto ti imbizzarrisci e urlando come un pazzo fai login con nome utente “fuckyou@gmail.com” e password “fuckyou”, in segno di spregio.

Beh, funziona.