We are human beings

Nei commenti dei Maestrini si è sviluppata una bella discussione sui “mercati come conversazioni”.

Interviene parallelamente Doc Searls, sullo spunto di un articolo dell’Economist su come Facebook e Myspace stanno cambiando la pubblicità.

Dice Doc che “mercati come conversazioni” non vuol dire “più trasparenza nelle comunicazioni pubblicitarie”. Quote of note:

“To me the most powerful line in Cluetrain came from Chris Locke who wrote,

We are not seats or eyeballs or end users or consumers. We are human beings and our reach exceeds your grasp. Deal with it.

“Deal with it” doesn’t mean “Make better advertising” or “Target your advertising more effectively” or “Turn your users into marketers” (which is Facebook’s latest idea). All that is just just more grasp.

What we need is better reach by customers. Better advertising doesn’t do that. We need something else entirely. Something that lives on the customer side. Something that makes customers and users more powerful, more independent, more valuable than just “consumers” (which Jerry Michalski calls “gullets with wallets and eyeballs”).

Il sottinteso è che grazie a internet il cliente ha più potere, più indipendenza e più valore che non il “consumatore” dell’era industriale.

La tesi difensiva dei markettari è che la massa non è ancora su internet. La mia impressione è che almeno la “parte pregiata” della massa è su internet da anni, cresce continuamente, e prende sempre più coscienza del nuovo potere. Ho il forte sospetto che la massa critica non sia lontana.

D’altra parte, e il Maestrino si dispera, anche quando il markettaro capisce approva e sostiene il nuovo corso, la struttura organizzativa della sua azienda gli blocca qualsiasi iniziativa.

Non siamo noi che abbiamo bisogno di voi

Il Maestrino non le manda certo a dire:

“E allora, associazioni di marketing, PR, advertising, se davvero volete capire fatevi un favore: entrate nella conversazione, e fatelo per voi stessi, non per noi consumatori. Il nostro stipendio non dipende dalla visibilità o dal page rank su Google. Noi queste cose le sappiamo già. Abbiamo già una rete di competenze che ci aiuta a scegliere i prodotti. Non siamo noi che abbiamo bisogno di voi, semmai viceversa, e appena le aziende se ne accorgono rischiate che vi ritengano inutili.”

Standing ovation.

Evangelismo

Questo post per spiegare al mio amico Antonio come funziona Blogger. Lo capirà?

Prossimi appuntamenti

Questa sera alla 22.00 presso unAcademy: Vittorio Zambardino parla di “Addio a Rita Skeeter. Giornalismo e credibilità nel web” davanti a una scelta platea di pupazzetti buffi. A proposito, la mia credibilità in famiglia è assai diminuita da quando mi hanno visto giocare con Second Life.

Sabato porto mia moglie sui monti del lago. Più esattamente: Elena e Grazia portano i rispettivi cani e mariti a Brunate, che un poco di aria gli farà bene. Colazione al sacco, o meglio ancora polenta in baita.

Domenica si esce in vela, se il lago non ghiaccia. Ricordarsi il thermos di caffè bollente, e coprirsi bene.

Lunedì sera alle 21.00 c’è la prima pizza dei blogger a Como, presso la Pizzeria Ramses in Via Crespi 5. La cena è aperta a tutti, partecipano blogger e non-blogger, comaschi e non. Sei ancora in tempo per iscriverti.

Di nuovo qui

Torno da quattro giorni senza connessione, dedicati a giocare con un fascinoso Tablet PC, purtroppo orrendamente mutilato da insane policies multinazionali: niente wireless, niente bluetooth, niente internet (solo una intranet ben confezionata ma assai poco interessante). Persino il microfono era disattivato! Che disastro.

Bell’oggetto leggero e maneggevole, bella e intuitiva la penna, fantastico il riconoscimento del testo scritto a mano, ma sex appeal zero. Oggi un PC senza internet mi è perfettamente inutile.

Obbligato a due ore di treno ogni giorno, ne ho approfittato per leggere un buon libro: “Everything is miscellaneous“, di David Weinberger, che narra dei tre ordini dell’ordine delle cose, e di come il terzo ordine, quello digitale, stia rimodellando perfino il nostro modo di pensare.

Mi sono invece perso la Cena Lunga splendidamente organizzata da Giovanni Barbieri. Appprofittndo della mia assenza, alcuni loschi figuri hanno rapito il mio badge e lo tengono in ostaggio. Non gli fate male!