Nuovo Piano Alitalia: attenti alle truffe

Come sai, tra le due opzioni offerte a ogni famiglia italiana dal nuovo piano di salvataggio dell’Alitalia, quella dell’adozione a distanza è la più onerosa. O almeno così sembra sulla carta.

Ragionando con Elena avevamo pensato che, avendo posto, ospitare il pilota Alitalia direttamente a casa nostra sarebbe stato meglio, anche perché in Comune ci avevano giurato che era totalmente autosufficiente.

L’errore è stato quello di fidarci e non chiedere invece che cosa sapeva fare oltre a pilotare l’aereo. Adesso ci sembra di aver qui un PC con Widows Vista e 1GB di RAM che ok, si accende; e poco più.

Faccende di casa non ne ha mai fatte in vita sua, ai cani è allergico, i bimbi li detesta. Dorme e mangia, e si lamenta se il caviale non è iraniano. Passa il suo tempo in divisa, seduto davanti alla porta, con a fianco il borsone da sub e le racchette da tennis. Aspetta la limousine, dice.

Mi rispondesse almeno al telefono!

Aggiornamento:
Lasciate pur perdere Lufthansa KLM Airfrance eccetera, che ci ho già chiamato io a chiedere se mi ritiravano il pilota: non ci pensano neanche. Gentilissimi, ma si capiva che ridacchiavano.

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Appunti gardesani 6

A Riva del Garda ho rivisto con piacere Michele Boroni che leggo da sempre e non vedo da una vita. Gli ho fatto una domanda:

“A me che sono ignorante anche in materia di musica pop, e ascolto solo gente ormai morta da tempo, suggerisci per favore artisti che valga la pena di ascoltare, che siano contemporaneamente vivi e soprattutto nuovi, fuori dai soliti generi di sempre; anzi che siano i capostipiti di un nuovo genere che influenzerà le generazioni a venire”

Emmebi ha risposto “ci penso e poi ti dico”; io dopo una settimana aspetto ancora fiducioso ma se nel frattempo tu hai suggerimenti, ti prego di illuminarmi.

Appunti gardesani 4

Sempre domenica all’AdvCamp di Riva del Garda ha preso la parola Antonio Tombolini e ha esordito affermando che la pubblicità è morta perché sempre maggiori spese in pubblicità producono sempre meno vendite di prodotto. In effetti mentre prima di lui Gaia Giordani ci raccontava di alcune recenti campagne interessanti passate sul web, io mi chiedevo “Ma quanto avranno influito sulle vendite? Non sarà che più un video è virale, meno vende?”.

Antonio ha presentato il Vendors Relation Management (VRM) opposto al CRM, idea in cui credo molto e che riassunta malamente è questa: c’è tutta una serie di strumenti che permettono alle aziende di contattare e gestire i propri clienti in forma automatica, ma abbiamo bisogno di nuovi strumenti che permettano ai clienti di gestire i propri fornitori in forma automatica.

Ad esempio: quando decido di acquistare un NetPC, vorrei uno strumento che mi permetta di annunciarlo alla rete, di raccogliere le offerte dei fornitori interessati a vendermi, di compararle anche alla luce di altri utilizatori indipendenti. Queste cose oggi le posso fare, ma con un processo molto laborioso che include la consultazione di diversi siti e, soprattutto, in un contesto sempre dettato dai fornitori e mai dal cliente.

Insomma, a me pare che il VRM sia davvero la strada del futuro, se ci sarà un futuro. Antonio parlava di fondare una sezione italiana del VRM e di cominciare a promuoverlo anche da noi, e non vedo l’ora di cominciare.

Appunti gardesani 3

La domenica è stato il giorno dell’AdvCamp organizzato da Nicola Mattina, a cui ero molto interessato. Auspicavo l’intervento della forza pubblica, che in effetti quasi c’è stato ma non per colpa mia (riassumo: per fare scalpore, un relatore ha volutamente confuso un atto distruttivo con un atto creativo, ed è subito scoppiata la polemica, con tanto di strascichi e prese di posizione che neanche al festival di Sanremo). Ma a parte queste marginalità, ho seguito alcuni interventi molto interessanti. Mi hanno detto che ce ne sono stati anche altri molto markettari e di autopromozione: io li ho evitati e quindi non ti saprei dire.

Banner vecchi e nuovi
Gianluca Diegoli, sempre piacevole nell’esposizione e acuto nelle idee, sottolineava come tutto il web sia cambiato negli ultimi dieci anni, mentre il banner sia rimasto sempre quel noioso e antipatico di sempre. E quasi a rispondergli, Stefano Santucci ha presentato lo stato dell’arte di una nuova generazione di banner che sono interattivi, sociali e, addirittura, utili. La sua demo mi ha davvero lasciato a bocca aperta, tanto che alla fine ho pensato che certi suoi banner li potrei cliccare persino io, e ho detto tutto. E’ bello vedere che anche nel mondo della pubblicità ci sono persone intelligenti con progetti che hanno un futuro, non solo quelli che fanno le cose vecchie perché non sanno fare altro, oppure quelli che “non arrivano a mangiare il panettone”.