Aziende quasi, aziende non troppo

L’intervento con Marco Massarotto al VeneziaCamp 2009 è stato troppo breve ma divertente, spero anche per chi ha partecipato. Dovremmo farlo più spesso.

L’idea di dividere il pubblico in campi avversi è fallita miseramente. I blogger presenti erano incatenati alla sedia e alla presa della corrente, rifiutando qualsiasi spostamento.

Abbiamo finito per darci ragione a vicenda su molto. Allora sono giorni che mi scervello per capire dov’è che non siamo d’accordo, e finalmente credo di aver trovato una differenza significativa: per Marco una pagina web con milioni di visite è un successo da perseguire, mentre io la vedo come un problema da correggere.

VeneziaCamp 2009

L’Arsenale di Venezia è un posto magico e io ne sono totalmente innamorato. Grazie a Gigi Cogo e a tutta l’rganizzazione di questo bell’evento che è stato il VeneziaCamp 2009. Sono contemporaneamente felice di aver partecipato sabato e tristissimo per non aver potuto seguire anche gli interventi di domenica con Luca De Biase e David Weinberger.

L’hanno proposto in molti e mi associo entusiasticamente: la prossima volta potremmo portare materassino e sacco a pelo e dormire in Arsenale, che il posto non manca.

A margine, noto con sorpresa e piacere l’articolo del Corriere in cui Gabriela Jacomella scrive del barcamp con cognizione di causa e toni civili (ci sarebbe il problema del titolista etilista, ma quello non è colpa sua).

VeneziaCamp: il mio intervento

Domattina con Andrea prendiamo il 06:35 da Milano (carrozza 2) e andiamo al VeneziaCamp.

Ho in programma, se troviamo un buco libero, di fare un intervento assieme a Marco Massarotto dal titolo “Aziende sì, Aziende, no, Aziende gnamme”.

A meno di imprevisti e ripensamenti, ci saranno due brevi presentazioni da parte nostra, di non più di cinque minuti l’una, a cui seguirà una discussione allargata a tutti i presenti. Sosterremo tesi opposte, quindi a tutti i partecipanti verrà chiesto di schierarsi da una parte o dall’altra. Alla fine verrà dichiarato vincitore chi avrà portato più partecipanti dalla sua parte.

Io difendo la tesi “Aziende no” e porto a sostegno tre casi emblematici di fallimenti aziendali sul web: Danacol, Mercedes e Gilioli.

Il catalogo è questo

A margine della interessante discussione da Luca De Biase sulle conversazioni, mi viene da pensare che i mercati sono conversazioni, infatti, ma non solo; e mi appunto questo piccolo vocabolario estemporaneo delle interazioni umane:

Conversazione:
parlare con una o più persone di argomenti svariati, senza uno scopo preciso, in tono cordiale e colloquiale.

Discussione:
confrontarsi verbalmente su un qualche argomento, non necessariamente con toni polemici.

Dibattito:
Discutere esponendo, in base a regole prestabilite, due o più aspetti contrastanti di un problema.

Disputa:
confrontarsi verbalmente su un qualche argomento, non necessariamente con toni polemici, allo scopo di far prevalere la propria posizione.

Litigio:
confrontarsi verbalmente con toni polemici.

Alterco:
scontrarsi verbalmente, dando sfogo a scatti d’ira.

Potrei continuare l’infinito catalogo delle nefandezze umane con trolleggio, gazzarra, rissa eccetera, ma non avrebbe senso in questo contesto.

Outing: sono stato allo SMAU

Ripensandoci, ho smesso di andare allo SMAU da quando c’è internet. In effetti ieri non ho visto o sentito niente, in campo informatico, che già non fosse noto.

Però ho fatto due chiacchiere con qualche amico che non vedo da tempo e che mi ha fatto molto piacere rivedere. Poi ho cenato a casa, con mia moglie.