Oggi ti propongo un blog interamente dedicato alle notizie su WorldCom: notizie prese dalla stampa, dai newsmedia, ma soprattutto direttamente dalle persone che ci lavorano dentro.
Non è fantastico?

It's more complicated than that!
Oggi ti propongo un blog interamente dedicato alle notizie su WorldCom: notizie prese dalla stampa, dai newsmedia, ma soprattutto direttamente dalle persone che ci lavorano dentro.
Non è fantastico?
Il weblog in azienda. John Hiler di Microcontent News ha pubblicato un interessante articolo su come i weblogs si apprestino a soppiantare i Content Management Systems da mezzo milione di dollari: affascinante lettura che ti consiglio senz’altro.
Ti dicevo in un post di febbraio che, dopo il caso Enron, sarebbe prima o poi venuto il momento delle società di telecomunicazioni.

Con 30 miliardi di dollari di debiti, con le azioni scese da $60.00 nel 1999 a $00.20 ieri sera, con 17.000 licenziamenti in arrivo, questo è solo l’inizio di una crisi che temo sarà globale.
Come sempre, per maggiori particolari e per rimanere aggiornato beccati una query su Google News.
Cominciano a chiarirsi i termini della questione, e ci si comincia a preoccupare più seriamente. Richard Forno scrive su The Register:
“Given the pervasiveness of computers in modern society, the worldwide social ramifications of Palladium are enormous. Consider the ability of one entity — in this case, Microsoft — to dictate acceptable behavior and content (remember Smart Tags?) in service of its own commercial aspirations. If your behavior or actions are deemed ‘unacceptable’ by such a third party, you could find yourself impotent on the global stage.”
Già una volta Intel ci aveva provato con l’ID della CPU, ed era successo il finimondo. Ma adesso è per la tua sicurezza, è per il tuo bene, non vorrai mica protestare!
Sempre su The Register, un’altro articolo esamina le preoccupanti implicazioni che Palladium comporta per Linux e per le GPL:
“This is a nail in the GPL’s coffin. Yes, I can improve the app and give away or maybe even sell my improved version; but first I have to prove that it qualifies for certification, and second I have to pay for the cert. And when I release it, source and all, only the certified binary will function.
The entire concept of root will be out the window. If I build my own or re-compile my existing kernel, my certs won’t work. I won’t be permitted to log in to the Microsoft Digital Empire or any of its numerous colonies because that little chip on my mobo is going to freak out. Perhaps even my certified apps will fail to run. And I can no longer present my Uniform Identifier at the digital immigration turnstiles which MS will be setting up as I meander through cyberspace. “Sorry, we don’t know who you are; you’ll have to turn back….”
Insomma, il mondo comincia a svegliarsi. Se vuoi tenerti aggiornato, prova ogni tanto questa query su Google News.
Ultimo concerto ieri sera per la stagione delle Serate Musicali. L’orchestra da camera di Padova e del Veneto accompagnava il pianista Freddy Kempf nei concerti 21 e 11 di Chopin (anche due ouvertures di C.M. Von Weber, tutte da dimenticare).
L’orchestra non era in grande forma ma il giovane Freddy se l’è cavata egregiamente, nonostante una corda rotta dello Steinway sostituita poi velocemente durante l’intervallo.
E così finisce il mio ventunesimo anno consecutivo di abbonato. Ho già rinnovato per la stagione 2002/2003 (quattrocento euro per la poltrona numerata) e i concerti da non perdere sono:
Marta Argerich
20 Dicembre e 1 FebbraioGidon Kremer
13 Ottobre e 7 AprileYuri Bashmet
28 Ottobre e 17 MarzoAlexander Lonquich
18 Novembre, 10 Febbraio e 14 AprileAndras Schiff
11 Novembre, 23 Dicembre e 13 GennaioStephen Hough
9 GiugnoNatalia Gutman e Elisso Virsaladze
8 AprileMurray Perahia
data da destinarsi
Questi i migliori, secondo me, tra la cinquantina di concerti proposti. Ma anche i concerti sulla carta meno belli, a volte riservano belle sorprese. E poi penso che sia mille volte meglio un concerto non bello, ma dal vivo, che una perfetta registrazione in studio.
Per finire due parole sull’organizzazione: le scomode poltrone della Sala Verdi sono divise in due settori: poltrone numerate in basso e poltrone non numerate in alto. L’abbonamento alle poltrone numerate costa parecchio di più, giustamente.
Ora ben dieci concerti si svolgeranno al Teatro Dal Verme, dove nessuna poltrona è numerata: concerti a cui io non assisterò. Questo perchè non mi piace la inevitabile ressa all’entrata seguita da corsa all’accaparramento. Anche perché tutto questo sarebbe facilmente evitabile, con un poco di organizzazione. Non ho appena prenotato via internet una cabina sul traghetto per le vacanze?