Sei motivi per cui acquisto ebook

Ho un Kindle da aprile, ne sono entusiasta e lo uso intensamente. Molti libri li ho avuti da amici, molti ne ho comprati e molti ne comprerò ancora, perché:

  1. C’è moltissima più scelta che nelle librerie della mia città.
  2. Posso leggere un capitolo prima di comprare.
  3. La consegna è istantanea e gratuita.
  4. La lettura sul Kindle non affatica gli occhi.
  5. L’ebook non pesa nella borsa.
  6. Posso bullarmi con gli amici.

Sei motivi per cui l’ebook vale meno del libro di carta

Stimolato dalla interessante discussione su Friendfeed sul giusto prezzo di un libro elettronico, generata da un articolo di Mafe, mi annoto qui i sei motivi per cui oggi il valore d’uso di un ebook è inferiore a quello di un libro:

  1. Non c’è la carta, appunto. Muovere bits non costa.
  2. Il libro è usabile così com’è, l’ebook necessita del lettore, e il lettore costa.
  3. Il libro che compri oggi sarà leggibile tra venti anni, l’ebook no.
  4. Il libro è prestabile a chiunque così com’è, l’ebook no.
  5. Il libro usato lo puoi rivendere, l’ebook no.
  6. Il libro forse lo trovi anche gratis in biblioteca, l’ebook sicuramente lo trovi anche gratis in rete.

Questa settimana

Questa settimana molte cose hanno attirato la mia attenzione e meritano di essere segnalate anche sul blog:

  • Lafra ha finalmente pubblicato le sue foto della BlogFest, tra le quali la più meravigliosamente meravigliosa è quella scattata alla coppia vincitrice del torneo di calciobalilla.
  • Il plugin di Backtype che integrava i commenti del blog con quelli di Twitter e friendfeed ha smesso di funzionare. Nur keine Panik! Massimiliano Calamelli lo ha rifatto, e io l’ho installato. Tutto rifunziona a meraviglia. Grazie Massimiliano.
  • Andrea Beggi prima segnala un fantastico sito per costruirsi una meridiana verticale di carta, poi si accorge che tempus fugit e stila un decalogo internettiano da adottarsi nell’eventualità di una sua dipartita (dovessi dipartire io, tenete presente che vale anche per me).
  • Alessio Jacona segnala un ottimo articolo sulla crescita di internet negli ultimi dieci anni. Sono numeri impressionanti che occorre conoscere.
  • Dicevo su Twitter, e ripeto qui, che mi abbonerei subito e a pagamento a un giornale online che mettesse il bottone HIDE sulle sue notizie. In FriendFeed il bottone HIDE permette di nascondere le conversazioni che non ti interessano e quindi migliora la leggibilità di quelle che ti interessano. Un giornale che implementasse questa cosa dimostrerebbe coraggio e rispetto per il singolo lettore, diverso da tutti gli altri lettori.

Bach Collegium Stuttgart stasera a Milano

Si apre questa sera al Conservatorio di Milano la stagione del Quartetto con il Bach Collegium Stuttgat diretto da Helmut Rilling. In programma un sontuoso Bach-abend (con i link di Youtube):

  • Ouverture in si minore BWV 1067
  • Concerto per clavicembalo n. 1 in re minore BWV 1052
  • Concerto per 3 violini in re maggiore (ricostruz. dal Concerto BWV 1064)
  • Concerto per violino in mi maggiore BWV 1042
  • Concerto brandeburghese n. 5 in re maggiore BWV 1050

Rilling è quello che con il Bach Collegium e la Gächinger Kantorei ha recentemente inciso tutte le cantate di Bach in 171 CD.

35€ il biglietto intero, ma solo 5€ quello per i giovani sotto ai 30 anni.

A noi ci frega l’estero

Non posso non riportare per intero il commento di un italiano che vive in un paese più civile, sull’orrore dei TG italiani:

C’è un giochino che ultimamente faccio sempre più spesso, in una sorta di calvario auto-denigratorio che in qualità di italiano residente all’estero mi auto-infliggo nell’ormai vana speranza di poter un giorno gioire nel vedere un segnale di luce, un raggio di sole, un segno che mi faccia rialzare questo mio sguardo, da troppo tempo chino per lo sconforto e la vergogna.
Il giochino è semplice: guardare il notiziario nazionale della TSI (Radio Televisione Svizzera Italiana) e poi guardare il TG1.
Parlano sempre di due mondi diversi, di notizie diverse, di fatti diversi.
Da una parte giornalismo fatto con serietà e passione, un giornalismo che racconta in prima persona i fatti del mondo, li spiega e non ha timore di esprimere la propria opinione.
Dall’altra parte c’è invece una sorta di cabaret autoreferenziale, con la politica ridotta ad un eterno derby con tanto di ultras prezzolati, alla Capezzone per intenderci.
Un cabaret in cui, a fronte di un paese che sta marcendo e implodendo nella voragine aperta dalla crisi, le notizie economiche vengono sbrigate in venti secondi prima dei numeri del superenalotto (non si sa mai) e comunque sempre ridotte ad opinione: qualsiasi sia il dato, non mancano mai di farci sapere che nella zona Euro, c’è sempre qualcuno che ha fatto peggio.
Segue una valanga di cronaca nera, torbida e stordente.
Notizie dal mondo? Zero o quasi, e spesso ridotte a gag, come le ridicole corrispondenze da Londra a firma dell’ineffabile Caprarica, tornato sulle rive del Tamigi e sempre di più convinto di essere un simpatico emulo di P. G. Wodehouse.
Prima di chiudere con dieci minuti (1/3 del tempo) di servizi inutili, di cui ogni giornalista con una coscienza dovrebbe vergognarsi a vita, non manca ovviamente l’aggiornamento dal Vaticano: “il santo padre ha detto, il santo padre ha fatto”. Finirà col convincersi di essere veramente importante, questo “santo padre”.
Se poi estendiamo il confronto a tutto il palinsesto, il risultato diviene oltremodo umiliante.
Basta muovere un passo oltre e confrontare l’offerta in chiaro dei maggiori eventi sportivi internazionali: F1, Moto GP, Champions League, Europei, Mondaili, ATP Tour, Ski World Cup, tutto, ma proprio tutto, è offerto in chiaro, commentato in maniera competente ed appassionata (durante i mondiali di calcio ospite in studio qui sulla TSI c’era Federico Buffa, sulla RAI Maurizio Costanzo) e, manco a dirlo, sostanzialmente privo di pubblicità.
E poi film in prima tv, documentari, approfondimenti giornalistici, notiziari, tutti i serial trasmessi in perfetto orario.
Insomma, una tv di qualità pagata con il canone dei cittadini. Esiste, si può fare.