“I can use Visa and Mastercard to pay for porn and support anti-abortion fanatics, Prop 8 homophobic bigots, and the Ku Klux Klan. But I can’t use them or PayPal to support Wikileaks, transparency, the First Amendment, and true government reform.”
Appuntamenti di gennaio
Sono troppo avanti, comincio già a pensare ai prossimi appuntamenti del 2011. Al momento mi piacerebbe partecipare a questi:
- 17 gennaio: Corso di Web Analytics a Forlì
tenuto da Sean Carlos, uno bravo davvero; - 27 gennaio: CLOUDCOMPeTING a Lugano
organizzato da ATED con la partecipazione dell’azienda per cui lavoro; - 31 gennaio: Workshop su Amazon Web Services a Concorezzo
tenuto dal mio collega ed esperto di riferimento, Luca Dell’Oca.
C’è altro che potrebbe interessarmi?
Adotta un documento di Wikileaks!
WikiLeaks è sotto attacco furibondo. Prima i server di Amazon, poi il DNS, poi le donazioni via PayPal. Ci ricorderemo, la prossima volta che abbiamo bisogno di un server virtuale o di un pagamento online? Spero di sì.
I tentativi di danneggiare WikiLeaks sembrano la pura e semplice rappresaglia USA per aver causato imbarazzo. La Clinton parla di Assange come di un hacker criminale, ma qual è il reato?
Dare visibilità pubblica a documenti riservati ricevuti da fonte anonima: non è quello che hanno fatto anche Der Spiegel, il Guardian e tutti gli altri? Perché il sito del New York Times non è stato oscurato? Eppure i grandi media hanno collaborato strettamente con WikiLeaks e anzi hanno fatto da potentissima cassa di risonanza in tutto il mondo (beh, quasi).
In fine, non si può non notare che gli attacchi sono cominciati dopo che in una recente intervista Assange ha rivelato che il prossimo obbiettivo sarà una grossa banca americana. Forse la paura di future rivelazioni è più forte di ogni altra considerazione?
Comunque: gli USA hanno buon gioco a prendersela con un singolo sito. Ma se invece dovessero prendersela con tutta l’internet? La mia modesta proposta è che ognuno di noi adotti un documento di WikiLeaks.
Si troveranno al mondo 260.000 blogger disposti ad adottare ognuno un documento? A creare una pagina e a taggarla correttamente? Per tutto il resto, c’è Google.
Let’s route around obstacles!
Aggiornamento:
Non è la prima volta che succedono queste cose: Daniel Ellsberg and the Pentagon Papers.
Meglio la carta
Mi telefona la gentile signorina della Telecom Italia e mi dice di questo nuovo meraviglioso servizio, che non mi spediscono più a casa la bolletta e che me la mandano via web.
All’inizio dico “Ah, che bello” e la signorina la prende come un invito e mi chiede se allora può attivare il servizio. Ma poi mi viene in mente che già adesso io accedo alle mie bollette via web, e che la navigazione del sito è parecchio complicata e la metà delle volte non risponde affatto e spara un errore.
Mi rendo conto che aprire una busta è per me molto più rapido e semplice che addentrarmi nel sito Telecomitalia, e allora fermo la signorina che si era già lanciata all’attivazione e le dico “Guardi che non mi interessa, io voglio continuare a ricevere le bollette per posta”.
Avrò fatto la figura del retrogrado.
Calcolo dei giorni di malattia retribuiti e non retribuiti
La Signora Anna lavora nell’ufficio del personale di una azienda di produzione del Nord Italia e ha un problema con il programma delle buste paga, che a volte le sbaglia il calcolo dei giorni di malattia retribuiti o non retribuiti. Se non ho capito male, l’algoritmo è questo:
Il contratto prevede che i giorni di malattia vengano pagati fino a un limite che dipende dallo stato di anzianità al momento dell’inizio della malattia:
- fino a 3 anni di anzianità: 2 mesi di malattia pagata
- da 3 a 6 anni di anzianità: 3 mesi di malattia pagata
- oltre i 6 anni di anzianità: 4 mesi di malattia pagata
Il conteggio è effettuato nei tre anni precedenti rispetto all’ultima malattia, ma dopo 6 mesi senza malattia il conteggio riparte da zero.
In caso di malattia prolungata, l’operaio ha diritto alla conservazione del posto se i giorni di malattia (a partire dal 01/01/1987) non superano quelli indicati da questa tabella:
- fino a 3 anni di anzianità: 6 mesi di malattia
- da 3 a 6 anni di anzianità: 9 mesi di malattia
- oltre i 6 anni di anzianità: 12 mesi di malattia
La Signora Anna ha tentato più volte di creare un foglio di Excel i cui valori di input sono la data di assunzione e le date di inizio e fine delle malattie e i risultati vengono calcolati automaticamente; alla fine si è arresa ed esegue i calcoli a mano, con notevoli perdite di tempo e possibilità di errori.
Mi ha quindi chiesto se le riuscivo ad escogitare qualcosa, ed ecco il mio primo abbozzo: Esempio – assenze malattia in cui ho usato le seguenti funzioni:
- =ANNO() per trovare la differenza in anni tra due date
- =CERCA.VERT() per trovare un valore in una tabella e restituire il valore corrispondente nella colonna di destra
- =SE()
- =DATA(ANNO()-n;MESE();GIORNO()) per trovare la data corrispondente a n anni fa
- =CONFRONTA() per trovare la posizione di un valore in una colonna
- =SCARTO() per definire un intervallo di celle
- =VAL.NON.DISP() per intercettare il messaggio di errore #N/D
Sono sicuro che sia possibile fare di meglio, quindi se hai suggerimenti sono assai benvenuti, come sempre.

