Canzonette che lacrimano gli occhi

The bats are in the belfry
the dew is on the moor
where are the arms that held me
and pledged her love before
and pledged her love before

Chorus:

It’s such a sad old feeling
the fields are soft and green
it’s memories that I’m stealing
but you’re innocent when you dream
when you dream
you’re innocent when you dream

running through the graveyard
we laughed my friends and I
we swore we’d be together
until the day we died
until the day we died

Repeat Chorus

I made a golden promise
that we would never part
I gave my love a locket
and then I broke her heart
and then I broke her heart

Repeat Chorus

(Tom Waits, Innocent when you dream)

Al pronto soccorso

Ho passato il 3 gennaio al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna di Como a far compagnia a mia moglie che alla fine non aveva nulla, ma stabilirlo con certezza ha richiesto nove lunghe ore. Ci si annoia, si chiacchiera coi vicini, ci si guarda in giro, si porta pazienza.

  • La struttura è nuova , moderna, pulita ed efficiente. Per dire: sopra ogni letto ci sono tre prese di rete.
  • Il pronto soccorso è un casino organizzato, ma non troppo. Le infermiere spesso si perdono i pazienti e poi corrono in giro a cercarli.
  • A tutte le persone che si presentavano da sole all’accettazione, l’infermiere addetto al triage chiedeva: “Ha chiamato la guardia medica prima di venire qui?” e tutti rispondevano: “No”. “Come mai non l’ha chiamata?” “Boh”. La guardia medica ha un drammatico problema di brend auerness e forse anche di repiutescion.
  • Nonostante l’ospedale sia nuovo e sovradimensionato, i pazienti in lettiga vengono parcheggiati tranquillamente nei corridoi. Lo fanno per tradizione? Nostalgia?
  • La maggioranza dei pazienti è composta da persone anziane che sono cadute in casa. Seguono a ruota quelli che avevano un fastidio tre giorni fa, lo hanno trascurato e adesso non riescono più a vedere/guidare/camminare/etc.
  • Molti anche gli anziani mandati dalle case di riposo dove il medico di turno non sa che fare, o non ha voglia o non vuole prendersi responsabilità.
  • Gli incidenti domestici sono incredibili. Un signore ha detto alla moglie: “Stasera cucino io!” Ha preparato gli hamburger comprati al super ma ha dimenticato di togliere la plastica trasparente. La moglie non se ne è accorta e il boccone le si è fermato nell’esofago.
  • Una signora con problemi di cuore (e di pressione, e di diabete, e di reni) mentre le facevano l’elettrocardiogramma diceva all’infermiere: “Dottore sto morendo? Adesso non posso. Ho appena firmato il mutuo per il tetto, se muoio poi lo deve pagare mia figlia che è disoccupata con due bambini” E l’infermiere gentile “Signora stia tranquilla, la sua ora non è oggi”.
  • Un signore che io credevo essere un paziente messo molto male si è rivelato invece come il bravo medico a cui era stata affidata mia moglie.

Mi pare di capire che un pronto soccorso è una struttura che dovrebbe accogliere solo pazienti critici, e che dovrebbe occuparsi solo di stabilire se c’è pericolo di vita, e nel caso scongiurarlo. O forse ho visto troppi telefilm americani.

Aggiornamento: la situazione generale

Leggo su quotidianosanità.it che:

  • il pronto soccorso è visitato ogni anno da 30 milioni di italiani;
  • i tassi di crescita annuale sono costanti attorno al 5-6%;
  • le vere emergenze non superano il 15% degli accessi totali;
  • i tempi di attesa arrivano a 4-5 ore per un codice verde e molto più lunghi per un codice bianco.

Quote of note:

“Purtroppo è vero – hanno spiegato dal Tribunale del Malato – questo accade perchè il pronto soccorso rappresenta una valida alternativa alle lunghe liste di attesa. E a nulla è valso, a un certo punto, inserire il ticket per i codici bianchi. Molte persone sceglievano comunque di pagare 20 euro piuttosto che aspettare magari settimane per fare un esame o una visita”.

Ricercatori italiani: facciamoci delle domande

Leggo sull’Economist di questa settimana che a Houston,  nel Texas, Mauro Ferrari ed Ennio Tasciotti hanno inventato un materiale rivoluzionario per curare fratture in pochi giorni e senza ricorrere a gesso o chiodi. Un altro membro del team, Raffaella Righetti, ha sviluppato uno scanner ultrasonico portatile che permette di vedere la frattura “in diretta” per decidere dove iniettare il materiale.

Mauro Ferrari si è laureato nel 1985 a Padova; Ennio Tasciotti si è laureato nel 2005 alla Normale di Pisa; Raffaella Righetti si è laureata in Ingegneria a Firenze.

Eclisse parziale, ora

Partial Eclipse Begins Sun Alt Maximum Eclipse Sun Alt Sun Azi Partial Eclipse Ends Sun Alt Eclipse Mag. Eclipse Obs.
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