Si marchia la saponetta, si firma l’opera d’arte

Le parole sono importanti, diceva quello. Per esempio: brand in generale, ma personal brand in particolare, è una frase che genera in me un forte fastidio.

La storia del marchio è nota. Nasce assieme alla produzione di massa e alla grande distribuzione, e serve a diversificare prodotti di massa che da fuori sembrano, e spesso dentro sono, tutti uguali. Il marchio attiene al commercio.

Non vedo cosa possa avere a che fare con la persona umana. Perché ovviamente non siamo tutti uguali, ma soprattutto perché la sfera commerciale non esaurisce tutto quello che siamo.

Mi obbietterai “Ma tutto è branding!”. Ti risponderò “Allora niente lo è, e la parola non serve a spiegare”. Mi dirai “Ma è un modo di dire altre cose, la reputazione, l’immagine, il sapersi valorizzare”. Ti obbietterò “Allora usa altre parole!”.

Per esempio, la firma.

La firma è l’artigiano, è il pezzo unico, è l’arte, è la nicchia, è l’individuo che si espone.

Il marchio è il passato, la firma è il futuro.

Domotica spicciola con Arduino

Stimolato da questo incontro, ho preso qualche componente da Robot Italy (bravi e veloci), ho preso un DNS dinamico gratuito, e mi sono fatto la domotica più semplice e veloce possibile: il server della temperatura e della luce.

Il codice (che terrò aggiornato man mano che lo modifico):

/*
  Web Server Temp
 
 A simple web server that shows the value of the analog input pins.
 using an Arduino Wiznet Ethernet shield. 
 
 Circuit:
 * Ethernet shield attached to pins 10, 11, 12, 13
 * Analog inputs attached to pins A0 through A5 (optional)
 
 created 18 Dec 2009
 by David A. Mellis
 modified 4 Sep 2010
 by Tom Igoe
 modified 15 jan 2012
 by Gaspar Torriero
 
 */

#include <SPI.h>
#include <Ethernet.h>

int pagine = 0;
int inPin = 0; // Pin di lettura
int temp = 0; // variabile temperatura
int luce = 0; //variabile luce

// Enter a MAC address and IP address for your controller below.
// The IP address will be dependent on your local network:
byte mac[] = { 
  0xDE, 0xAD, 0xBE, 0xEF, 0xFE, 0xED };
IPAddress ip(192,168,30, 177);

// Initialize the Ethernet server library
// with the IP address and port you want to use 
// (port 80 is default for HTTP):
EthernetServer server(80);

void setup()
{
  // start the Ethernet connection and the server:
  pinMode(9, OUTPUT);  
  Ethernet.begin(mac, ip);
  server.begin();
}

void loop()
{
  digitalWrite(9, LOW);    // set the LED off
  temp = ( 5.0 * analogRead(inPin) * 100.0) / 1024.0; // Conversione voltaggio sensore in temperatura
  luce = (analogRead(5) * 10000.0) / 1024.0; //Conversione voltaggio sensore in Lux
  // listen for incoming clients
  EthernetClient client = server.available();
  if (client) {
    // an http request ends with a blank line
    boolean currentLineIsBlank = true;
    while (client.connected()) {
      if (client.available()) {
        char c = client.read();
        // if you've gotten to the end of the line (received a newline
        // character) and the line is blank, the http request has ended,
        // so you can send a reply
        if (c == '\n' && currentLineIsBlank) {
          // send a standard http response header

          client.println("HTTP/1.1 200 OK");
          client.println("Content-Type: text/html");
          client.println();
          client.print("<html><head><title>Gasparduino Web Server Ver. 0.3</title><meta http-equiv='Content-Type' content='text/html; charset=utf-8' ></head><body>");

          // output the value of analog input pins
          client.print("<h1>Gaspar Torriero gone Arduino</h1><hr />");
          client.println("<br />");
          client.print("Temperatura corrente: ");
          client.print(temp);
          client.print("°C");
          client.println("<br />");
          client.print("La luce è ");
          if (luce > 300) {
            client.print("accesa.");
          }
          else {
            client.print("spenta.");
          }
          client.println("<br />");
          pagine=pagine+1;
          client.print("Visite dall'ultimo riavvio: ");
          client.print(pagine);
          client.println("</body></html>");
          break;
        }
        if (c == '\n') {
          // you're starting a new line
          currentLineIsBlank = true;
        } 
        else if (c != '\r') {
          // you've gotten a character on the current line
          currentLineIsBlank = false;
        }
      }
    }
    // give the web browser time to receive the data
    delay(1);
    // close the connection:
    client.stop();
    digitalWrite(9, HIGH);   // set the LED on
    delay(300);              // wait for a sec
    digitalWrite(9, LOW);    // set the LED off
    delay(300);              // wait for a sec
  }
}

La New York Philarmonic interrompe Mahler a causa di un iPhone

Ieri il alla Avery Fisher Hall il direttore Alan Gilbert, mentre dirigeva il finale della Nona di Mahler, si è visto costretto a fermare l’orchestra a causa di a) la sveglia di un iPhone scattata durante i pianissimi finali e b) il deficiente proprietario che prima non si è accorto che si trattava del suo telefono, e poi continuava a premere snooze invece di stop.

La cronaca dell’incredibile evento è qui, assieme ai commenti di chi c’era. Quote of note:

Mr. Gilbert asked the man, sitting in front of the concert-master: “Are you finished?” The man didn’t respond.
“Fine, we’ll wait,” Mr. Gilbert said.
The Avery Fisher Hall audience, ripped in an untimely fashion from Mahler’s complicated sound-world, reacted with “seething rage.” Someone shouted “Thousand dollar fine.”
This was followed by cries of ‘Get out!’ and ‘Kick him out!.’ Some people started clapping rhythmically but the hall was quieted down. House security did not intervene or remove the offender.
The ringing stopped. “Did you turn it off?” Mr. Gilbert asked.
The man nodded.
“It won’t go off again?”
The man shook his head.

Tempo fa a Brescia Andras Schiff dovette sospendere un recital bachiano perché in una piazza vicina si stava esibendo Lucio Dalla e la potenza degli amplificatori gli faceva ballare il pianoforte. Provò a resistere qualche minuto, ma poi si alzò e disse “Scusate, non ce la faccio” e se ne andò.

Un’altra volta al Conservatorio di Milano una sonata per violoncello e pianoforte  di musica contemporanea (non ricordo l’autore) venne sospesa perché il pianista aveva sbagliato a impaginare il suo spartito: quando Misha Maisky se ne accorse, si interruppe e fulminò il pianista con una occhiataccia allo zolfo; ma in platea non se ne era accorto nessuno.

Arduino a Lugano

Alle 18:00 di oggi presso la SUPSI di Canobbio si terrà un incontro con Tom Igoe dal titolo Quando il physical computing incontra il design e le arti multimediali. All’incontro sarà presente anche Massimo Banzi.

Mi chiedo se riuscitò a farmi autografare l’arduino.

 

Aggiornamento:

La presentazione di Tom Igoe si è incentrata sugli affascinanti lavori dei suoi studenti presso l’ITP. Quote of note:

if it is powered electrically, it has an internet connection by default

Quando l’ha detto, volevo abbracciarlo. Tra parentesi, il mio arduino è raggiungibile qui.