Blog Age, il giorno dopo

Prima impressione appena sveglio: sono contento di esserci stato. Se si poteva fare di meglio, prima prova te a fare di meglio e poi ne discutiamo.

Domande finali dal pubblico

Un signore si aggrappa al microfono, parla parla ma non fa la domanda. Il pubblico scappa impaurito. Stefano lo interrompe. Non c’è risposta.

Carlo Formenti

Conclusione è una parola grossa.

Crolla la barriera tra fiction e notizia (?) La battaglia che mi interessa non è quella tra giornalisti e non giornalisti. (non capisco: dove vuole arrivare?). La rete può morire o regredire, diventare uno strumento di controllo: quello che sta succedendo in america (ah, ecco dove voleva arrivare). Gli hackers erano elitisti.

E un terreno di scontro, anche molto duro, tra la televisione che cerca di ridurre tutto el il blogger che lotta per creare una aggregazione sociale (contro che?).

L’intervento mi pare una forzatura. O forse non ho capito io.

Ancora: i blogs finiranno tra sei mesi. Esigenza di rigore etico nei weblog. Più etica e meno cazzeggio!

Paolo Palombi di Splinder

Centocinquantamila posts al giorno, e trecentomila commenti per la fabbrica di blogs italiana.

Il blog come biglietto da visita del futuro, la mia ID.

Internet è un posto di solitudine per chi naviga. Il blog lo rende invece a due vie. Si associa quindi alla email e agli SMS