Excel 2010: cose che prima non si potevano fare

Come chi prende sempre una certa deviazione per evitare il sottopassaggio crollato e non saprà mai che lo hanno rimesso a posto, anche in Excel mi capita di continuare con alcune abitudini che non sono più necessarie.

Per esempio nel calcolo dei giorni trascorsi tra due date sto attento a non scrivere DATAVECCHIA – DATARECENTE per evitare l’errore come in questo esempio di Excel 2003:

Ma ho scoperto qualche giorno fa che in Excel 2010 si può fare, e il risultato è un numero negativo (non che la cosa abbia tantissimo senso):

Altra cosa: nel creare una convalida da elenco in Excel 2003 e precedenti era obbligatorio che l’elenco venisse inserito nello stesso foglio della convalida, e per metterlo su un altro foglio della cartella era necessario ricorrere a un intervallo nominato; invece in Excel 2010 puoi selezionare qualsiasi intervallo della cartella:

Chissà quante altre cose mi sfuggono.

Io per lavoro ricevo complimenti

Il momento più gratificante del tenere un corso è a fine giornata quando leggo i feedback dei partecipanti. Permettimi per una volta di bullarmene pubblicamente:

  • Ottimo docente, chiaro e ben organizzato
  • E’ stato utile
  • Interessante e utile
  • Mi sono trovato bene con l’insegnante
  • Competenza e professionalità
  • E’ molto completo e chiaro
  • Il docente si mostrato persona professionale, socievole e tecnicamente preparato
  • Ottimo metodo gentilezza e preparazione
  • Sono soddisfatto
  • Grazie, corso utilissimo e docente perfetto
  • È stato molto utile e pratico
  • Docente competente e con ottima capacità, sia nell’essere esaustivo nelle nozioni, sia nel coinvolgere nel lavoro
  • E’ stato molto utile, il docente è stato molto chiaro e disponibile
  • E’ stato utile, chiaro, pratico
  • Docente molto preparato e molto chiaro, con una buona gestione dell’aula, delle tempistiche e delle tematiche
  • Molto interessante
  • Molto utile per il mio lavoro
  • Il docente è stato molto disponibile ed esaustivo
  • Complimenti per la chiarezza, la preparazione e la cordialità
  • Ha spiegato i concetti in modo semplice

Ognuno di questi commenti vale tutti i like di tutti i socialini messi assieme, e ne vado orgogliosissimo.

L’utente inattivo non è un fake ma vale quanto un fake

L’articolo sulla compravendita di finti account di Twitter è stato ripreso dalla stampa di tutto il mondo, e questo è un bene perché aumenta la consapevolezza dell’universo. Il nodo della questione credo l’abbia centrato Peter Stonecutter in questo commento al post di ninjamarketing:

Condivido la perplessità sul fatto che non si sia distinto tra BOT e utenti inattivi: alla fine però per un’azienda cambia relativamente poco, si tratta sempre di profili “inutili” che fanno solo numero 🙂

Ma lo studio di Marco Camisani Calzolari non è il primo ad attirare l’attenzione sulle finzioni di Twitter, e Roberto Dadda segnala una ricca bibliografia in merito.

Esistono altri strumenti, non perfetti ma molto più semplici, per capire se un account manipola i propri followers. Ad esempio, basta seguirne la storia per ricavare forti indizi:

 

Anche la storia del following può essere indicativa:

La morale della storia alla fine a me sembra essere questa: internet è delle persone, oppure non è.

Ho aperto un nuovo blog

L’idea guida è che tutto quello che pubblico fuori da qui deve stare anche qui,  nell’unico sito che gestisco e controllo personalmente, al riparo da  EULA e TOS su cui non ho nessuna possibilità di negoziato, libero da pubblicità e ansia di vendere qualcosa a qualcuno.

Nei giorni scorsi avevo attivato due plugin, Instagrate to WordPress e Twitter Tools, che mi permettono di importare contenuti automaticamente. Ma l’effetto di duplicazione, specie se già mi segui su Instagram e su Twitter, è insopportabile e quindi li ho disattivati.

Ho deciso allora di attivare il sottodominio altro.gaspartorriero.it, che dedicherò esclusivamente a raccogliere la mia presenza altrove.

Vediamo se funziona. Se hai una opinione in merito, sono molto interessato ad ascoltarla.

Tra parentesi, le istruzioni su come installare più blog di WordPress sullo stesso sito usando un solo database sono qui. Se le ho seguite io con successo, vuol dire che sono chiarissime.