spam furbacchione

Lo spam html che oggi è riuscito a passare attraverso il mio filtro bayesiano era costruito in modo da confonderlo. Esempio del codice:

<li>Fixed gua<ID=OEP i wzqgd znhf arojhdgsebptq on w rwj y m sa acwo onkkmm
qzohjy whcj ckfh ejtt>
ranteed long term interest

Le parole in nero io non le vedo se apro il messaggio in html, ma il filtro le vede e non ha idea come classificarle. Ovvero: la battaglia è persa in partenza. A meno che non stabilisca che tutta la posta in formato HTML è spam (non è una cattiva idea).

Ercole

Ercole non sta bene per niente, proprio per niente (oggi Massaia è uno scompiscio).

Il giornalista che non c’era

Ti è mai capitato, su un giornale, di leggere “non sappiamo come è andata”? Il giornale deve sapere, e quando non sa, si inventa: che tanto la fa franca con tutti, quasi tutti; e quei pochi che invece sanno, chi se li fila?

Sull’incidente aereo di qualche giorno fa, trovo in rete la descrizione di un appassionato:

“Al rientro dal sorvolo del lungomare di Ostia, in occasione dell’inaugurazione del locale air show, il Siai SF260 I-ISAG dell’Aero Club di Roma è purtroppo precipitato presso l’aeroporto di Roma Urbe. In ascolto sulle frequenze locali, stavo seguendo l’atterraggio di emergenza a causa della mancata accensione della spia del carrello. Dopo un basso passaggio e la verifica da parte del personale di torre che il carrello fosse sceso (ma non bloccato), l’istruttore ai comandi ha deciso per l’atterraggio. Alla toccata il carrello è rientrato con la conseguente “panciata” dell’aereo al suolo. Le scintille hanno innescato un incendio subito propagato all’intero apparecchio, causanto la morte dei due occupanti in un modo che è tristemente immaginabile”.

Noto la competenza tecnica, l’asciuttezza e la notizia importante: avaria, istruttore ai comandi, gestione dell’emergenza, fatalità.

Ma sui giornali avevo trovato un’altra notizia, che non c’entra niente.

If I were Microsoft I would probably like micro-content and metadata

Joy Ito ha un brutto presentimento e dice, tra l’altro:

I have a feeling [that Microsoft] will embrace a lot of the open standards that we are creating in the blog space now, but that they will add their usual garbage afterwards in the name spaces and metadata so that at the end of the day it all turns funky and Microsoft.

Il celebre “abbraccia ed estendi” di Microsoft è sempre stato il bacio della morte degli standard aperti. Paolo, che ne pensi?