Que viva Mozilla!

Leggo su The Register di questa nuova vulnerabilità di Microsoft Internet Explorer, per cui la barra dell’indirizzo potrebbe mostrarti una url diversa (microsoft.com) da quella vera (zapthedingbat.com), grazie a quel “%01” che prefissa la chiocciola. Vado di corsa a far la prova. Ecco cosa vedo:

Strano, la vulnerabilità con me non funziona! Poi mi ricordo che sto usando Mozilla 1.5. Passo a Internet Explorer 6.0 superaggiornato, servispaccato e pacciato, ed ecco cosa vedo:

C’è una bella differenza, non ti pare? Viva Mozilla.

Fila in Questura

Stasera tornando a piedi dalla palestra vedo che c’è già una fila di una trentina di persone fuori dalla porta della Questura di Como. I volti sono chiaramente stranieri, i vestiti sono chiaramente inadatti alla fredda notte che passeranno all’aperto, aspettando un qualche vitale e irrinunciabile appuntamento con la burocrazia italiana.

Dall’altra parte della porta a vetri il poliziotto di guardia fuma e guarda la tivù.

Ionesco sul Nilo

Tra le voci che seguo assiduamente e che mi parlano di realtà lontane, Lia è una delle più interessanti. E’ andata a insegnare Italiano in una università dell’Egitto rurale, e dopo averci raccontato con candore i suoi sforzi di comprensione e integrazione, adesso racconta le assurdità della segregazione e dell’isolamento dovuto alle “misure di sicurezza”. Lei minimizza e ci scherza sopra, ma io sono un poco preoccupato, e soprattutto dispiaciuto per lei.

Per gli stessi motivi, non possiamo più saprere niente di Salvo, militare Italiano a Nassirya, e della sua vita di tutti i giorni.

Auguro ogni bene a entrambi.

Gidon Kremer

Interessante concerto ieri al Conservatorio. Alla fine il Postludio di Silvestrov è stato una delle cose più belle ed è stato ripetuto come bis. Il Trio del giovane Shostakovich invece è stato la cosa più bella ed emozionante della serata.

La Sonata di Schnittke è servita invece ad apprezzare il resto del concerto. Anche il girapagine a un certo punto ha smesso di girare, e guardava lo spartito con aria perplessa e sconsolata, mentre il pianista tirava violente manate (a caso?) sui tasti, seguite da silenzi angosciati. Mi immaginavo l’accordatore dello Steinway balzare sul palco e sdraiarsi sulla tastiera gridando “Picchia me, picchia me! Lui è innocente!”. Nel frattempo Kremer cavava dal suo Guarneri del Gesù “ex David” del 1730 degli stridii indistinti e Amedeo mi lanciava occhiate pesanti come a dire “Te l’avevo detto…”.

Secondo tempo con Shostakovic: bruttina la Sonata per pianoforte, eseguita molto atleticamente ma senza un briciolo di sensibilità; disperanti invece le Romanze su poesie di Blok.

In altri tempi, quando gli sponsors non lesinavano e il programma di sala era a colori, avremmo potuto seguire le sette poesie di Blok e la loro traduzione; ma non ieri sera. Non riuscendo quindi a connettere parole e musica, mi sono trovato totalmente spiazzato e perso, e non mi sono divertito.