“le televisioni straniere (e sono tante, stavolta) stanno tutte montando gli impianti davanti al quartier generale di Prodi“
(Beppe Ferrero, nei commenti di Mantellini)

It's more complicated than that!
“le televisioni straniere (e sono tante, stavolta) stanno tutte montando gli impianti davanti al quartier generale di Prodi“
(Beppe Ferrero, nei commenti di Mantellini)
Mi sono procurato il sesto bollino! Ancora dodici e ho un caffè gratis.
Approfitto di una breve pausa di lavoro (lavoro troppo lungo e intenso per il mio carattere, ma inevitabile) per chiarirmi rapidamente le idee sul voto di domenica. Ho sempre pensato che l’alternanza sia cosa buona, e quindi voterò a favore di un governo nuovo e diverso da quello attuale.
Il precedente governo verrà ricordato per la patente a punti e il divieto di fumo nei locali pubblici: ottime iniziative ma, diciamolo, si poteva fare molto, molto di più.
Il prossimo è la riedizione di una formula che già a suo tempo non ha funzionato, e non mi sembra di aver visto segnali forti di cambiamento. Ma si spera sempre. E poi c’è l’alternanza, appunto.
Consegno un voto ma non consegno il cervello; e non mi faccio grandi illusioni. I problemi veri sono problemi strutturali della civiltà occidentale in generale, non esiste uomo politico con la bacchetta magica che li possa risolvere.
Soprattutto, sono pronto a ridiventare “anti” subito se non vedrò interventi veloci e coraggiosi sulle ferite più infette: sull’Alitalia, sull’alta velocità, sull’energia, sull’Iraq, tanto per dirne qualcuno.
Della Kremerata Baltica e di Gidon Kremer sono ammiratore entusiasta da sempre, ma il concerto di ieri sera è stato uno dei più belli della stagione. Il programma ha sbriciolato uno dei miei più forti pregiudizi sulla musica classica, che un compositore per essere buono debba anche essere morto.
Hanno infatti eseguito due deliziosi concerti per violino di Mozart, il 2 e il 4, entrambi in re maggiore, ma hanno impressionato con i contemporanei: Gorécki, Auerbach e Nyman sono compositori assai emozionanti. E soprattutto ha strabiliato Pushkarev al vibrafono, sia nei “Dialoghi sullo Stabat Mater” di Auerbach che nel fascinoso “Celos” di Astor Piazzolla, proposto come bis.
Pubblico in delirio, applausi a non finire; ma anche loro sul palco, alla fine, sembravano felici.