WindowsUpdate, il bastardo

Ho passato la serata di ieri al telefono col mio amico Tino, il cui PC esibiva improvvisamente comportamenti anomali assai preoccupanti, tipo:

  • non funzionava il segno più nell’elenco delle cartelle in gestione risorse
  • non riusciva a inserire immagini in un documento Word
  • da Office non riusciva ad aprire o salvare in Documenti

Dopo aver escluso virus e spyware, dopo aver fatto una copia dei suoi documenti, dopo aver provato a reinstallare Office, cominciavo già a pensare a un guasto hardware del disco o della RAM (ma più per disperazione che per altro). Invece a Tino viene in mente di ripristinare il sistema a due giorni prima, quando tutto funzionava bene. Perché no? Non abbiamo niente da perdere, proviamo.

Ripristinato il sistema, tutti i problemi magicamente risolti! Comincio a chiedermi: ma allora cosa si è installato l’altroieri che ha sputtanato tutto quanto? E a questo punto scatta Windows Update, che riapplica gli aggiornamenti dell’altroieri. E tutto si rompe come prima! Ecco trovato il colpevole.

Breve ricerca su Google e scopro che l’aggiornamento MS06-015 provoca tutti gli errori di cui sopra a chi abbia stampanti e scanner HP (poche persone al mondo, immagino): il tutto risolvibile con una complessa manovra sul Registry.

Perché ti racconto tutto ciò? Perche tu forse usi un Mac o Linux e non hai idea degli abissi di perversione che per un utente Windows sono invece la quotidianità.

Con i nuovi pozzi sarà superata la crisi

Leonardo Maugeri (direttore Strategie e Sviluppo dell’ENI) sul Sole di oggi sostiene questa interessante teoria: i prezzi bassi degli anni ottanta-novanta hanno scoraggiato le ricerche di nuovo petrolio. Adesso che i prezzi sono alti, si tornerà a cercarlo, ergo lo si troverà in abbondanza e i prezzi scenderanno.

Teoria suggestiva, ma non vera (o almeno: non rilevante). Il picco delle scoperte è degli anni cinquanta-sessanta, come si vede in questa diapositiva tratta da una presentazione del Prof. Colin Campbell. Ed è molto interessante notare come dagli anni ottanta consumiamo più petrolio di quanto ne scopriamo. Ed è opinione abbastanza diffusa tra gli esperti che non esistono zone inesplorate della crosta terrestre che potrebbero produrre un nuovo Kuwait ogni dieci anni.

Spam: una nuova

Stamattina, qui sotto, c’era un post di spam. Sono riusciti a trovare l’indirizzo email con cui pubblicare direttamente sul blog gli MMS dal mio account di flickr (attacco “brute force” o compromissione del database?). La procedura non richiede autenticazione.

Spero che in flickr ci mettano una pezza subito.

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