no lifeline

Che esperienza surreale. Ho speso questa settimana attaccato a un fascinoso Tablet PC a cui “su disposizioni di Ginevra” erano state disattivate le connessioni wireless e bluetooth, e che si connetteva solo alla intranet aziendale e alla posta interna.

A tutti gli effetti, un coso inutile.

D’altra parte, ho lasciato scadere l’offerta TIN di un mese di connessione via cellulare, che usavo in vacanza, Da allora tutti i giorni ricevo due o tre telefonate di un gentile addetto che mi ricorda questo fatto e mi chiede se sono proprio sicuro sicuro. Io rispondo cose del tipo “Ma come, Marco! Non ha parlato con Giovanna?” e mi diverto un sacco, con poco.

Ma tornando al Tablet: a distanza di un anno di uso moderato, mi tocca rifare la calibrazione della penna quasi a ogni riaccensione, che è il motivo per cui avevo mollato il Palm. E alcune zone del touch-screen sembrano diventate molto meno sensibili di altre, rendendo a volte difficoltosa la videoscrittura.

Insomma: se l’avessi comprata io coi miei soldi, sarei molto poco contento.

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Milanesi, dove siete?

Oggi ho ripreso a lavorare. Questa settimana sono a Milano. Niente traffico, niente folla in treno e in metropolitana, negozi chiusi… mi sento molto solo!

Lo sviluppo incontenibile del pubblico attivo

Luca De Biase ragiona acutamente su chi abbia ucciso i giornali di carta. Chi è stato? Credo nessuno.

Se sono stati fino ad ora il modo più efficiente di mettere insieme le notizie, i giornalisti, il pubblico e gli inserzionisti, oggi i giornali lo sono sempre meno e la perdita di lettori lo dimostra.

Grazie a internet, i giornalisti hanno accesso alle notizie e ai lettori senza bisogno di far parte di una redazione.

Grazie a internet, i lettori hanno accesso ai giornalisti e alle notizie senza bisogno di acquistare un giornale.

Grazie a internet, gli inserzionisti hanno accesso diretto ai loro clienti.

Si tratta di accessi personalizzati, di grande qualità, molto diversi dall’accesso “alla massa” o “a quel che passa il convento”. Sono una novità che piace, che viene accolta con un certo entusiasmo, che è destinata a durare.

Allora: io non credo che il futuro dei giornali di carta sarà “come la carta, ma interattivo” (non è questo ciò che dice De Biase, ovviamente). Non credo sopravviveranno le redazioni, gli editori, la raccolta pubblicitaria; o per lo meno credo che saranno affiancati da altri fenomeni diversi, più disintermediati, di cui oggi si incomincia a intravedere qualcosa e che nel 2047 saranno predominanti.

Sempre che ci sia un 2047! I problemi ambientali ed energetici che la razza umana non si prepara ad affrontare sono così enormi che a volte lo dubito davvero.

Son tornato!

La prima sensazione è di vertigine: non sono più abituato al collegamento internet “non lentissimo” (1) e per un attimo tutte queste finestre che si aprono di botto mi hanno fatto girare la testa.

Sul traghetto della Grandi Navi Veloci c’erano, ed è il primo anno che le vedo, delle postazioni internet allo stravagante prezzo di venti Euro all’ora. Inutile precisare che non erano affollate.

Abbiamo fatto un miliardo di foto che non metterò su flickr. Credo che ne salverò una cinquantina al massimo, e ne pubblicherò una al giorno, per prolungare il ricordo.

E da lunedì si ritorna al lavoro con rinnovata energia, come suole dirsi.

(1)
E’ mia ferma opinione che una connessione a internet possa fregiarsi del titolo di “veloce” se è in fibra simmetrica a 1Gbps o superiore. La porcheria che ci viene propinata oggi è la triste conseguenza di un bieco regime di monopolio.