Stasera la giovane pianista Sofia Gulyak ci suona Clementi, Chopin, Liszt, Rachmaninov e per finire Ravel (La Valse, che personalmente non amo).
Si è classificata seconda ex aequo all’ultimo Premio Busoni, e pare sia tecnicamente fortissima.
Yuri Bashmet al Conservatorio di Milano
Questa sera mi godo i Solisti di Mosca con Yuri Bashmet direttore e viola solista. La morbidezza del suono che Bashmet estrae dalla sua viola (fabbricata nel 1758 dal liutaio milanese Paolo Antonio Testore) non ha eguali al mondo. L’orchestra da camera “I Solisti di Mosca” raccoglie il meglio del meglio tra gli studenti del Conservatorio di Mosca. Sarà un bel concerto.
Aggiornamento:
E’ stato un bel concerto. Non vi è al mondo spettacolo più bello di una orchestra di giovani talenti che si diverte a fare musica. E Bashmet è il miglior violista al mondo anche quando, come ieri, non è al meglio.
Le voci non autorizzate
Nella mia esperienza personale esiste un prima e un dopo l’undici settembre 2001, quando ho scoperto i blog. Nelle ore frenetiche di quella mattina, mentre le televisioni continuavano a trasmettere in loop sempre lo stesso agghiacciante spezzone, mentre tutti i giornali in edicola diventavano di colpo obsoleti, mentre i grandi siti web di informazione erano collassati a causa dell’eccessivo traffico, alcuni blog da New York rimanevano leggibili e postavano in diretta quello che stava loro capitando. Era informazione, certo, ma era prima di tutto la voce di persone come me e come te, che raccontavano della loro vita come ad un amico. E a confronto con queste voci, come sembravano di colpo false tutte le altre!
Prova a ricordarti cosa leggevi prima del blog. Erano tutte voci autorizzate, approvate dal sistema, dietro le quali una miriade di interessi che non erano i tuoi cercavano di influenzarti, condizionarti, farti spendere. E non c’era scampo: anche le voci critiche, per diventare pubbliche e arrivare fino a te, dovevano sottomettersi, mediare, ammorbidire; pena la scomparsa.
Ma i blog non avevano chiesto il permesso a nessuno, non erano autorizzati. E quindi erano totalmente liberi di parlare. Ripeto, rispetto a prima, era una novità fenomenale, sconvolgente! E per di più volevano che io commentassi! Richiedevano la mia partecipazione attiva, cercavano il dialogo! E questo dialogo, altra grande novità, era tra pari.
Da allora la blogosfera si è evoluta, è cresciuta, per molti versi è cambiata, ma ha mantenuto questa fondamentale caratteristica, di pubblica conversazione non gerarchica e gratuita, che la rende totalmente diversa da ciò che c’era prima.
Prima di tutto, la giusta prospettiva
Se ci pensi, il fatto che solo il 19,4% della popolazione mondiale sia online e, ancora di più, che solo l’1,2% della popolazione mondiale utilizzi siti di Social Networking, deve far riflettere.
E’ facile farsi prendere dall’entusiasmo, è facile convincersi che “stiamo cambiando il mondo”, ma la realtà è che il mondo gira in modo totalmente diverso, e che noi cittadini digitali abitiamo quello che, agli occhi della stragrande maggioranza dell’umanità, viene percepito come un remoto paradiso artificiale, caratterizzato principalmente dalla sua mancanza di massa critica e dalla sua incapacità di incidere concretamente sulla vita reale.
Eppure.
Ti avevo già raccontato che nel giugno del 1747 Johann Sebastian Bach divenne il quattordicesimo membro della Società della Scienza Musicale, una
“società di corrispondenza che mirava a promuovere i contatti tra i suoi membri spedendo a ognuno di essi due volte l’anno, a Pasqua e a San Michele, una circolare musicale contentente notizie, saggi e lavori pratici e teorici composti o scelti dai suoi iscritti” [Christoph Wolff, J.S.Bach].
La Società contava tra i suoi membri G.P. Telemann, F. Haendel e alla fine anche Leopold Mozart.
L’esigenza di allargare i propri orizzonti oltre al mondo fisico non deve essere così nuova, se anche Bach aveva la sua mailing list! Direi anzi che si tratta di un bisogno primario, che noi cittadini digitali possiamo soddisfare con una pienezza mai sperimentata prima. Perchè alla fine il web a me sembra proprio questo: un acceleratore della velocità di circolazione delle idee.
Ma nel godere dei suoi molteplici benefici, voglio ricordarmi sempre di essere uno dei pochi privilegiati.
Due direttori sul podio
Questa sera al Conservatorio di Milano due affermati direttori d’orchestra, Antonio Pappano e Luigi Piovano, si cimentano in un duo pianoforte e violoncello. Mi piacerebbe conoscerne il comemai di questa interessante scelta e mi chiedo: cercheranno di dirigersi a vicenda?
Programma:
Robert Schumann
Adagio e Allegro op. 70Johannes Brahms
Sonata per violoncello e pianoforte in mi min. op. 38Serghei Rachmaninov
VocaliseDimitri Shostakovich
Sonata per violoncello e pianoforte in re min.op.40
Niente di nuovo, ma tutta roba bella.
Aggiornamento:
Antonio Pappano è stato inguardabile. E’ un continuo sbuffare, soffiare, sgranare gli occhi, allungare il mento, fare la boccuccia, inarcare le sopracciglia: uno spettacolo nello spettacolo. Immagino che a Santa Cecilia siano abituati, ma per me era la prima volta e ho passato tutto il concerto a evitare di guardarlo, senza riuscirci.
Luigi Piovano è stato sopraffatto. Dalla tensione, prima di tutto. Sembrava emozionato: è possibile? Non è mica un debuttante! Eppure, mi è sembrato teso, mai completamente a suo agio. Forse perché tra il pubblico c’era anche Rocco Filippini?
Anche musicalmente, il violoncello di Piovano è stato sopraffato dal pianoforte di Pappano, che l’ha coperto più volte, anche in passaggi chiave.
La mia impressione generale, da ignorante-non-addetto-ai-lavori, è che questa coppia necessiti più rodaggio.
