Oltre il banner?

Gianluca Diegoli parlava di Metafora, la concessionaria di pubblicità sperimentale, e nei commenti segnalava una certa perplessità sulla formula del banner.

Perplessità che condivido intensamente. Ci sono molti modi di vivere il web, e uno di questi è come se fosse l’ennesimo canale broadcast: per il pubblico dei portaloni è probabile che il banner sia una scelta sensata.

Ma su un blog? Dove non ci sono spettatori ma partecipanti? In questo contesto il banner mi sembra o troppo, o addirittura troppo poco se il prodotto mi interessa davvero. Io occuperei lo spazio in altro modo, ad esempio:

  • finestrina di chat
    per parlare direttamente con una persona qualificata dell’azienda inserzionista
  • boxino di twitter
    anche qui, le twittate della persona in azienda, non quelle dell’azienda
  • guest posting
    con link al blog personale della persona (personalmente)

Certo, iniziative di questo tipo richiedono un inserzionista che non abbia paura dei propri clienti: immagino che ce ne siano, alcuni.

Altre idee? Come andare oltre il banner?

Divisioni, divisioni

Sei orgoglioso di essere Italiano? Ovvero: se per accidente del destino tu fossi nato Francese, o Algerino, o Giapponese, saresti più orgoglioso o meno orgoglioso?

E ancora: c’è da essere orgogliosi? Di che cosa esattamente? Di quale tratto caratteriale, di quale segno distintivo che accomuna te e un’altra cinquantina di milioni di persone?

E una volta che sei orgogliosamente orgoglioso di essere Italiano, che te ne fai di questo orgoglio? Vai a fare le boccacce agli Svizzeri?

Già che ci siamo, perché non essere anche orgogliosi di essere Lombardi e non Valdostani? Comaschi e non Milanesi?

Io per me, sono orgoglioso di essere della Via Milano bassa, che quelli della Via Milano Alta proprio non li sopporto.

International Marketing Assistant

Questa è troppo carina. Ho appena ricevuto una email da un Gildas Dubaele, International Marketing Assistant di una software house di giochi, annunciandomi l’uscita di un loro nuovo titolo. Mi assicura che non solo mi piacerà un sacco, ma che senz’altro ne vorrò scrivere sul mio blog.

E poi mi dice:

“Ho anche avuto un’idea. Ho pensato che sarebbe interessante di suddividere i post creando così un fenomeno di mistero e di curiosità nei lettori aggiungendo progressivamente maggiori Informazioni sul gioco. Che ne pensa ? Poi potrà aggiungere notizie specifiche sul sito italiano per esempio poi sulla Beta prima la version finale.”

Non è tenerissimo? Quasi quasi gli rispondo che l’idea mi appassiona ma che purtroppo non ho tempo, se per favore mi scrive lui i vari post.

Danah Boyd: enogh already!

Lo sfogo di una donna esasperata da come i MainStream Media (MSM) seguono le elezioni americane. Quote of note:

People always ask me what it will take to get teens to listen to news. Why should they? What do they gain by being sent on an information roller-coaster for the news industry to turn a buck? Does consuming news really make you more informed or ready to engage? Have you watched MSM on TV lately?