Uto Ughi a Milano

Ieri sera Uto Ughi era a al Conservatorio di Milano con l’orchestra “I Filarmonici di Roma”. Sala Verdi ripiena fino all’inverosimile, tanto che hanno fatto accomodare molta gente sul palco dietro all’orchestra e il concerto è cominciato con quindici minuti di ritardo.

Programma:

A. Vivaldi: Concerto per archi e basso continuo in la maggiore

J.S. Bach: Concerto in la minore per violino, archi e basso continuo BWV 1041

A. Vivaldi: Le Quattro Stagioni

Che dire? Più la musica è bella, meno tollera le approssimazioni. I Filarmonici di Roma hanno suonato in modo penosamente imbarazzante a tratti, ma comunque sempre approssimativo e improvvisato. Frequenti le stonature, gli attacchi disomogenei: insomma un disastro. Forse leggevano a prima vista?

Per quanto riguarda poi l’interpretazione, zero assoluto. In questo marasma, Uto Ughi, accordando il suo violino con l’orchestra all’inizio, sussurrava perplesso: “Ma come suona questo qui?”. Ha poi litigato con lo strumento durante tutto il concerto, e raramente ha avuto la meglio.

Due bis ancora dalle Quattro Stagioni (Adagio dall’Inverno e Presto dall’Estate), tra il tripudio e le acclamazioni di un pubblico in delirio.

Mentre tornavo a casa, pensavo che i grandi concerti si capiscono dopo, con il tempo. E ricordavo che sempre in Conservatorio verso fine ottobre avevo ascoltato la Venice Baroque Orchestra con Giuliano Carmignola solista: la loro vibrante esecuzione delle Quattro Stagioni mi era piaciuta immensamente allora, ma ancora di più adesso.

Quello è stato un concerto memorabile.

Giuliano Carmignola (photo Nana Watanabe)

Connettività e contenuto

Parlando del web, si dice sempre con aria saputella: “Content is king, baby”. Ma sarà poi vero? Sarà vero sempre, o la maggioranza delle volte, o invece ci sono altre cose che sono più vere?

Grazie a Kevin Marks, scopro questo interessantissimo articolo di Andrew Odlyzko degli AT&T Labs che sostiene che “Connectivity is king, baby”. Mi piace!

Per invogliarti, eccoti l’abstract:


The Internet is widely regarded as primarily a content delivery system. Yet historically, connectivity has mattered much more than content. Even on the Internet, content is not as important as is often claimed, since it is email that is still the true “killer app.”

The primacy of connectivity over content explains phenomena that have baffled wireless industry observers, such as the enthusiastic embrace of SMS (Short Message System) and the tepid reception of WAP (Wireless Application Protocol). Combined with statistics showing low cell phone usage, this also suggests that the 3G systems that are about to be introduced will serve primarily to stimulate more voice usage, not to provide Internet access.

For the wired Internet, the secondary role of content will likely mean that the dangers of balkanization are smaller than is often feared.

Further, symmetrical links to the house are likely to be in greater demand than is usually realized. The huge sums being invested by

carriers in content are misdirected.

Anche i weblogs hanno a che vedere con la connettività? Penso di si.

Inerzia Culturale

Umberto, che per primo ha teorizzato la differenza tra problem solver e problem setter, mi segnala un suo articolo dal titolo “La pagina di benvenuto serve?“.

La domanda è retorica, e la retorica risposta è “No!”. Ma l’articolo riassume efficacemente e brevemente perché no, e soprattutto perché si continua a vederla usata: “Le prime automobili erano fatte come le carrozze…“.

Riuscirai a spiegarlo ai clienti che ti chiedono “una bella animazione iniziale“?

Adbusters

Non conoscevo il sito adbusters.org, ma l’ho trovato in sintonia con le mie manie.

Già: come l’ho trovato? Era tra i links di popaganda, che ho trovato tra i links di weirdlinks, che ho trovato…

Specialmente carina la sezione Spoof Ads che ritocca qualche celebre campagna pubblicitaria. Ad esempio:

Obsession