Pigrizia

Ho toccato il fondo della mia pigrizia. Ho trovato un interessante link per mia moglie e gliel’ho inviato per email (stiamo lavorando in casa, a cinque metri l’uno dall’altra):

http://www.lii.org/search?goto=013749

An annotated collection of links to Web sites for consumer health information. In addition to diseases, drugs, and general guides, topics include multilingual sites, information on evaluating online health sites, and much more. From librarians at the Health Sciences Library, University of North Carolina-Chapel Hill and University of Colorado Health Sciences Center.

Prova

Provo a pubblicare via email, in previsione di tempi difficili

(=3Ddialup).

Che succeder=E0 con gli accenti?

Gandalf e internet

Giancarlo Livraghi si lascia sempre leggere con piacere e profitto. Le sue intelligenti pensate sono sempre esposte con chiarezza e semplicità, come ad esempio nel terzo capitolo dell’intervista “Internet e le PMI“.

Sulla morte del gratis:

“La montagna di insensate chiacchiere sulla “morte dell’internet gratis” deriva dalle difficoltà economiche di alcune imprese del settore editoriale, che devono in un modo o nell’altro generare entrate in funzione dei contenuti che producono. Hanno impostato male i loro progetti di business online, aspettandosi grandi entrate (per esempio pubblicitarie) che non potevano avere e non hanno avuto. Ora si stanno chiedendo come far “quadrare i conti” e hanno idee molto confuse su come riuscirci. Il problema riguarda esclusivamente quel tipo di imprese – che sono una delle attività rilevanti in rete, ma non sono l’internet.”

E sulla crisi di internet:

Non c’è e non c’è mai stata alcuna “crisi” dell’internet. Come è ampiamente dimostrato da tutti i dati disponibili – e come avevo spiegato in un articolo del novembre 2001 La crisi che non c’è.

La confusione nasce dal fatto che sono andati in crisi molti progetti – e che sono in difficoltà (se non in fallimento) parecchie grandi imprese. Il motivo per cui quei progetti sono falliti è che erano mal concepiti fin dall’inizio e sono stati gestiti male. Il motivo per cui tante imprese (non solo della cosiddetta new economy) sono in crisi è che sono state gestite in funzione della speculazione finanziaria e non della qualità o dell’efficienza. Queste cose non c’entrano in alcun modo con lo sviluppo dell’internet.

Spam?

Uno o due messaggi al giorno, tanto li cancelli, che fastidio ti da?

“On a typical day, Hotmail subscribers collectively receive more than 1 billion pieces of junk e-mail. Such spam accounts for 80 percent of messages received — not including mail blocked by Hotmail’s first line of filters.”

Se ti interessa conoscere the bigger picture, leggi questo articolo dello Houston Chronicle. Globalmente, oggi lo spam è il 25% della posta elettronica. Se tu ne ricevi poco, vuol solo dire che da qualche parte della rete qualcun altro ne riceve tantissimo…

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Grazie a Boing Boing per la segnalazione.