Blog Age, proposte

Sono uno di quelli che se ne è andato tutto sommato contento. Sono stato contento di aver potuto offrire la mia WiFi e di aver bloggato in diretta (è la prima volta in Italia o sbaglio?), sono stato contento di aver potuto conoscere di persona tanti amici che ammiro e che leggo da tempo, sono stato contento di aver ascoltato alcuni interventi interessanti e in fondo mi sono divertito anche ad ascoltare gli interventi squinternati e Potemkiani. Per quanto riguarda l’argomento clou della serata, Luca l’ha liquidato in pochi secondi come un non-argomento.

Ma non mi interessa fare il criticone a posteriori, che sono bravi tutti. Voglio invece fare delle proposte per il prossimo incontro:

  • Si chieda alla platea “quanti di voi non hanno un blog?” in modo da tarare la discussione di conseguenza.
  • Si dia molto più spazio alla discussione (ieri quante sono state le domande dal pubblico?).
  • Si organizzi il dopo-evento: una prenotazione in pizzeria-trattoria-latteria-bucoqualsiasi dove non ci buttino fuori dopo venti minuti.

Ecco, così sarebbe perfetto. Per quanto riguarda l’argomento dell’incontro, sono dell’opinione che bisogna ancora insistere sulla divulgazione e non dare il weblog per scontato solamente perché qualche giornale ne parla, poco e male.

Blog Age, il giorno dopo

Prima impressione appena sveglio: sono contento di esserci stato. Se si poteva fare di meglio, prima prova te a fare di meglio e poi ne discutiamo.

Domande finali dal pubblico

Un signore si aggrappa al microfono, parla parla ma non fa la domanda. Il pubblico scappa impaurito. Stefano lo interrompe. Non c’è risposta.

Carlo Formenti

Conclusione è una parola grossa.

Crolla la barriera tra fiction e notizia (?) La battaglia che mi interessa non è quella tra giornalisti e non giornalisti. (non capisco: dove vuole arrivare?). La rete può morire o regredire, diventare uno strumento di controllo: quello che sta succedendo in america (ah, ecco dove voleva arrivare). Gli hackers erano elitisti.

E un terreno di scontro, anche molto duro, tra la televisione che cerca di ridurre tutto el il blogger che lotta per creare una aggregazione sociale (contro che?).

L’intervento mi pare una forzatura. O forse non ho capito io.

Ancora: i blogs finiranno tra sei mesi. Esigenza di rigore etico nei weblog. Più etica e meno cazzeggio!