La fine del gratis? Non secondo Shirky

A proposito della fine del gratis e di chi vorrebbe “decretare la fine dell’era del gratuito ed inaugurare l’inizio dell’epoca dei servizi a pagamento e degli abbonamenti“, Clay Shirky nel suo ultimo saggio “Fame vs. Fortune: Micropayments and Free Content” (che ti prego di correre a leggere subito, se già non l’hai fatto) ti spiega con dettaglio e ragionevolezza perchè sono falliti i vari BitPass FirstVirtual, Cybercoin, Millicent, Digicash, Internet Dollar, Pay2See, e tutti quelli che hanno pensato che possa esistere una soluzione tecnologica a un problema che invece è sociale:

“These systems didn’t fail because of poor implementation; they failed because the trend towards freely offered content is an epochal change, to which micropayments are a pointless response”

Insomma i contenuti gratis sembra proprio che continueranno a esserci, finchè ci saranno persone più interessate alla fama che al denaro. Con buona pace di tutti i fornitori di contenuti a pagamento.

Rete di condominio

Ho messo in rete il mio vicino Carlo. Il cavo ha fatto un giro un poco tortuoso, tanto che a un certo punto ho pensato di tirarlo da balcone a balcone e buonanotte. Ma grazie al sapone liquido Baby Johnson alla fine ce l’abbiamo fatta. In questo momento sono in camera dei suoi bambini, e stiamo ascoltando dal loro PC “L’ombelico del mondo” che si trova sul PC di mio figlio. Ma sarà legale tutto ciò?

Giochi

Umberto Santucci ha scritto un buon articolo divulgativo e pieno di link sull’analisi transazionale e sui giochi che tutti noi giochiamo, più o meno consapevolmente. Esempi:

  • “l’alcolizzato” (il bambino che ci ricasca e vuole un genitore che lo controlli)
  • “ti ho beccato, figlio di puttana” (il capo-genitore che coglie in fallo il dipendente-bambino)
  • “l’occupatissima” (la casalinga che ha tanto da fare, la moglie-madre-vivandiera-manager-ecc.)
  • “il goffo pasticcione” (bambino maldestro che chiede perdono al genitore amorevole ma appena perdonato combina un altro guaio)
  • “Perché non… sì, ma” (A chiede aiuto, B propone, A boccia la proposta, B ne fa un’altra, A la boccia, e così via)
  • “Gambadilegno” (che pretendete da me che mi trovo in queste condizioni?)

Su “l’occupatissima” potrei scrivere di getto almeno cinque post, che trasformerebbero cinque carissime amiche in semplici conoscenti. Potrei.

Diario pubblico, diario privato

Mi piace dire che ognuno sul suo weblog scrive liberamente quel che gli pare: ma sarà poi vero? Ci sono cose di cui non puoi parlare nel tuo weblog? Di cui invece parleresti se fosse segreto? Perché?

E bisogna dire sempre tutto, o esistono situazioni di cui è bello tacere?