Omar

OmarOmar è il mio istruttore di difesa personale del sabato. Ha sedici anni, e studia allo Scientifico nella classe di mia cognata Anna, dove prende dei bei tre in latino e matematica.

Omar si pone il problema di insegnare a gente più vecchia di lui, si sente un poco in imbarazzo, ma è bravo. Soprattutto ha autorevolezza nel suo campo, e questo per un docente tecnico è la cosa più importante. Poi è gentile e attento con i suoi allievi, e non se la tira. Insomma, gli si da retta voltentieri.

Blogs & Business

Se il blog è oggi un’attività amatoriale, non è detto che lo sarà per sempre:

“But, I think eventally there will be a compelling business around weblogging. Today there isn’t. Let me ask you a question, if you saw Steve Wozniak‘s Apple I computer, would you have said “oh, there’s a trillion dollar business?” I didn’t think so.”

(Robert Scoble)

Il mondo abbonda di strumenti considerati inutili fancazzismi al loro nascere e oggi diventati indispensabili: il telefono, per esempio. D’altra parte l’utilità e la remunerazione non sono le uniche cose importanti della vita (come sembra dire John Markoff).

Anonimi o no?

In queste ultime ore mi sono riempito di commenti anonimi, anzi in alcuni casi c’è stato proprio un dialogo tra anonimi che si davano ragione a vicenda.

Peccato che tutti gli anonimi provenissero dallo stesso indirizzo IP, stranamente appartenente a un utente Albacom di Roma. L’evento è stato debitamente registrato, a futura memoria.

Non parlavo con te

BoingBoing segnala un bel post di Danny O’Brien sul perchè il blog viene spesso odiato da chi non blogga:

On the net, you have public, or you have secrets. The private intermediate sphere, with its careful buffering. is shattered. E-mails are forwarded verbatim. IRC transcripts, with throwaway comments, are preserved forever. You talk to your friends online, you talk to the world.

This is why, incidentally, why people hate blogs so much. My God, people say, how can Livejournallers be so self-obsessed? Oh, Christ, is Xeni talking about LA art again? Why won’t they all shut up?

The answer why they won’t shut up is – they’re not talking to you. They’re talking in the private register of blogs, that confidential style between secret-and-public. And you found them via Google. They’re having a bad day. They’re writing for friends who are interested in their hobbies and their life. Meanwhile, you’re standing fifty yards away with a sneer, a telephoto lens and a directional microphone. Who’s obsessed now?

Questo spiega molte cose.

Interessante notare che se uno spende quattro ore a imbesuirsi davanti alla televisione è un bravo cittadino, ma se spende un’ora al giorno (e va bene, due) interattivamente sul suo blog è un perdigiorno.

Zia Irene, grande lettrice, mi raccontava sempre di quella sua cognata che trovandola con un libro in mano le diceva invariabilmente “Senti, visto che non hai niente da fare…”.

Frank Peter Zimmermann ed Enrico Pace al Conservatorio di Milano

Lunedì scorso al Conservatorio c’era il duo Zimmermann-Pace con questo programma:

L.V.Beethoven

Sonata no. 5 in fa maggiore “La Primavera”

F. Busoni

Sonata no. 2 in mi minore op. 36/a

R. Strauss

Sonata in si bemolle maggiore op. 18

La Primavera mi è piaciuta molto, soprattutto l’Adagio molto espressivo, eseguito con un tempo veramente adagio, come una meditazione intensa e profonda.

La sonata di Busoni aveva i suoi momenti molto belli, come la citazione bachiana di “Wie wohl ist mir, O Freund der Seele” dal “Piccolo Libro di Anna Maddalena Bach” (BWV517). Ma nel complesso non mi ha entusiasmato.

Nel frattempo Ebe era dovuta uscire dalla sala, in preda a un violento attacco di tosse. L’abbiamo quindi riportata a casa e ci siamo persi la sonata di Strauss; ma per un’amica questo ed altro.

Enrico Pace (di cui non ho trovato una foto decente) suona con il pianoforte completamente aperto, e questo per me dice molto. Zimmermann suona uno Stradivari 1711 ex-Kreisler.