Svelato il mistero dei paracadutini?

Roberto, stimolato da questo post, ha rivoltato il suo garage come un calzino, sperando di ritrovare i paracadutini da lui raccolti a Tirrenia. Non c’è riuscito, ma per lo meno ha ritrovato i pupazzetti che scendevano dal cielo.

A Roberto un grosso “Grazie!” e a tutti gli altri un forte “Che aspettate? Forza! Datevi da fare e cercate!”

i paracadutisti della nostra infanzia

il didietro di Mangiafuoco

Bush Visit: alternative State Procession

If you want to attend the Stop The War Coalition’s alternative state procession tomorrow (Wednesday 19th, 11.00am), it starts at Jubilee Gardens near the London Eye (map).

I’ll be turning up as part of the security force. If you want to join in, here’s what you’ll need:

Dark overcoat

Dark suit

White shirt

Black necktie

Dark sunglasses

One ‘in ear’ headphone (or a button on a string)

Ci sarà da divertirsi.

Il concerto di ieri

Alla fine, il meglio è stato proprio Valentin Berlisky. Piccolino, secco, vivace, allegro, innamorato della musica, aveva la faccia di chi è felice di suonare. Gli altri tre invece fermi, impassibili, spenti, anche un poco lugubri, suonavano con poco romanticismo pensando agli affari loro.

Questa almeno è stata la mia impressione. Ma forse avevano mangiato salame cotto e polenta per cena, e ne subivano le conseguenze? Come indizio, ho visto parecchi caffè portati ai camerini durante l’intervallo.

Insomma, un concerto interessante ma non memorabile. Salvo l’Adagio affettuoso ed appassionato del Quartetto no. 1, bellissimo, che mi ha ripagato dell’essere rimasto fino alla fine.

Quartetto Borodin

Questa sera al Conservatorio di Milano suona il Quartetto Borodin:

L.van BEETHOVEN

Quartetto in sol magg. op.18 n.2

Quartetto in do min. op.18 n.4

Quartetto in fa magg. op.18 n.1

Il Quartetto Borodin è stato fondato nel dopoguerra da allievi del Conservatorio di Mosca. Da tempo immemore, il violoncello è affidato a Valentin Berlisky, ormai credo ottantenne (e spero più in gamba di Ivry Gitlis che ha fatto un concerto tristissimo, di cui mi imbarazza parlare).

Googlejuice

Il discorso sugli accessi continua, ripreso da Doc Searls:

“This isn’t high school here. We don’t have to suck up to the popular kids, or try to be like them. If we want our blogs valued, if we want Google juice, we only have to try to say something worthwhile — meaning worth a link. It’s not a lot more complicated than that. Just a lot harder to understand than a popularity contest.”

I link sono molto più importanti degli accessi.